DOTTOR DALEN, 88 VOLTE SCUSA AL POPOLO DEI LUPI!

Pochi giorni fa (giusto in tempo per non finire fuori corso…) anche in nostro Dalen è finalmente diventato Dottore in Scienze Informatiche, con il notevole voto di 88/110.

 

Nonostante la snervante attesa in vista della proclamazione, il nostro Dottore si è poi cimentato – sotto il severo e disgustato sguardo dei genitori – nella lettura del papiro ed ha proseguito con i festeggiamenti per tutta la notte in brillante forma.

Il linea con le volontà del neolaureato, ringraziamo e ci scusiamo con il popolo dei lupi per lo sterminio verificatosi nei giorni che hanno preceduto la laurea, ed ancora una volta intoniamo il coro che ha imperversato nella testa del dottore per l'intera serata: vorrei, vorreiiii…. fare felice la mia nonna!!!

Complimenti Dottore!!!

Qui sotto trovate il papiro in versione completa:


CANTO I – I WAS BORN IN MEZZANO (capì?) 
correva il lontano millenovecentottantasette
l'anno in cui vennero concepite le tue elfiche basette
primo di una lunga serie di variegati fratelli
che inevitabilmente furono tutti di te più saggi e belli
daniele fu il nome che ti venne affibiato,
per te caro primogenito tanto atteso ed amato
ma ancora non immaginavano vanna e lino
della tua futura dedizione al vino
già all'asilo la tua passione eran le donzelle
ma sembravi disprezzare le più belle
così in uganda alla ricerca di nuove fiamme andasti
ma a becco asciutto e con la passione per le trivelle a casa ritornasti
informazioni non abbiamo sul tuo periodo alle elementari
se non che frequentavi stabile le file dei somari
con una disfunzione al collo intanto crescevi
a causa del monitor del pc che  in un angolo tenevi

 

CANTO II – IL FANCIULLELLO

nel fondo e nel calcio con passione ti dilletasti
ma ben presto quest'ultimo abbandonasti
"borel" era il nome che ti avevano dato,
eri un avversario temuto e poco desiderato
un'espulsione forzò dal mondo del pallone un'incredibile uscita
anche se sballonare rimase una passione nella tua vita
troppi insulti all'arbitro cornuto dedicasti
e nello spogliatoio in buona compagnia ti ritrovasti
lo scontro fisico spesso ricercavi,
e in queste situazioni pugni al muro tiravi
in campo non riuscivi proprio a stare
a quel tempo preferivi ancora di gran lunga mangiare
anche nel fondo non eri un gran signore,
preferivi di gran lunga le donzelle ad ore
ma la grande svolta stava arrivando,
sempre pronto a coglierla ma non sapevi quando
il fondo delle piccole soddisfazioni ti regalò
dopo grandi sudate un posto in comitato ti riservò
ma invece che fare il salto di qualità
i davanzali delle fondiste guardavi con la faccia di un baccalà
dopo quelle visioni così protuberanti
che ti lasciavano navigare in pensieri conturbanti,
i bomboloni i tuoi idoli diventarono
e la tua posizione di agonista aggravarono

 

CANTO III – LA COMPLESSA INTROSPEZIONE DELL'ESSERE

alle medie arrivasti assai paffuto e robusto,
più che ad un ragazzo assomigliavi a un arbusto
e proprio a causa di questa somiglianza
quando parlavi con una mano ti toccavi la pancia
in quegli anni spensierati del tempo prolungato
un sacco di nomi ti i tuoi cari compagni ti avevano dato
"strudelone" fu la tua prima nomenclatura
ma ben presto "massiccio" diventò la tua tortura
volaron gaii e veloci gli anni a primiero
ma tu proseguivi, e dei tuoi studi andavi fiero
arrivasti quindi a varcar lo schener
ma tirasti dritto fino a fener
il primo anno all'itis fu per te molto ardito
e pieno di incontri del terzo tipo
la cultura trevisana ti disgustava
ma nella tua testa la patata avanzava
al fondo ti dedicavi ancora con profitto
anche se alle dopo le gare ogni tanto facevi un dritto
quella compagnia di fondisti le tue brame deliziava
finchè un giorno scopristi che più non ti bastava
una festa la fine della tua carriera segnò
del tacchino dopo il tuo passaggio nemmeno l'ombra restò
e sulle pulzelle ubriache ti gettasti
portando a casa i primi risultati amorosi nefasti
ricordi e rimpiangi quei tempi in cui eri scolpito?
ormai di quella pasta non hai più neanche il dito
spavaldo ritornavi alla festa del tacchino,
ma alla fine ti toccava accontentarti del solito bicchierino
(a differenza del tuo invidiato mentore agostino….)

 

CANTO IV – THE GOLDEN AGE

passaron anche gli anni della classe maschile,
ma alla tua classe in terza preferivi star in cortile
per la prima donna a sovramonte dovetti andare,
ma non ci mettesti molto sulle tue tracce a ritornare
ma il miglioramento ancor non ti soddisfava,
ancora troppo radicchio nella tua classe si mangiava
fu così che il tuo disgusto per il radicchio
ad una festa preferisti sfogarlo sul povero natalicchio
la tua piccola valle più non ti bastava,
la voglia di andare all'estero dalla tua testa sfociava
fu così che abbracciasti anche tu l'orientamento
e conoscesti la cultura israeliana in un solo momento
"see you tomorrow" fu la fatidica frase
che in quella gelida notte sulla gobba ti rimase
ma il susseguirsi di questi magici eventi
era solo l'inizio dei tuoi futuri spostamenti
la scelta di mollare con il fondo fu molto azzardata,
e forse non fu con la testa che venne pensata…
ma il coraggio di cambiare a te non mancava
anche se alla cartina e la bussola di capirti non andava
l'estate passasti con in mano dei tubi,
ed il resto del tempo lo passavi ai manubri
ma il tempo del lavoro ben presto finiva,
assieme agli anni passati alla cooperativa
ma i cambiamenti ancora non eran finiti,
stavano per arrivare quelli più graditi..
in 4ali decidesti fiero di approdare
anche se la scelta non fu facile da fare
interrogato da tutti sul perchè di questo cambiamento,
imputasti alla migliore istruzione la causa di tale movimento
ma nessuno degli amici e compagni riuscisti ad ingannare,
ci fu subito chiaro che senza il "chiaron" non riuscivi a stare
la tua attrazione per lei era motivo di preoccupazione,
in ultima fila eri l'unico con quella fissazione
dall'angolo del tuo banco appoggiato al muro
pensavi ore ed ore al tuo avvenire futuro…

 

CANTO V – Ya ischu devushku, kotoraya khochet lyubit i bit luybimoy

decidesti di intraprendere lo sci orientamento
che nonostante anni di "duro" allenameno
si dimostrò fin da subito un grande tormento
o distruggevi sci e racchette
e ti si ghiacciavano le tue elfiche basette
La tua rivincita era però il party
nel quale avviene sempre un'inversione di parti
i campioni del mondo non ti tengono testa
e con le biondine svizzere facevi festa
ma il destino si sa arriva repentino,
e per te si manifestò nella terra del cremlino
i membri dello staff ti volevi ammanicare
e la figlia del grande capo finisti per rimorchiare
al party in un angolino le abbassasti la cerniera
ed allungasti un pò un ditino sollevandole la cannotiera
ma pronto il padre con fare bolscevivo interveniva
e la mano dai pantaloni a orecchie basse se ne usciva
quando tornasti sembrava che ti dovessi sposare
con nessun altra donna al di fuori di lei ti volevi accoppiare
ritornasti in italia infatuato e depresso
e per dimenticarla finisti abbracciato alla tazza del cesso

 

CANTO VI – THE SKODEG-O GUY

arrivò anche la 5 con la mitica gita a praga
ma nonostante il tuo taglio alla norvegese non calasti la braga
la città ti piaceva soprattutto di notte
e nelle bettolacce eri sempre di fianco a una botte
una volta ottenuta la tanto attesa maturità
per un pelo un'altra norvegese non si prese la tua verginità
il ricordo ancora una volta appariva confuso
a causa delle bevande di cui avevi fatto largo uso
un monito ti è riservato in questo momento
perchè non sempre pronto ti presentavi al potenziale evento
e le precauzioni a quel punto agli amici dovevi domandare
dato che con un bambino non ti volevi ritrovare
questi successivi fallimenti ti resero un po' affranto
ma mai ti rifugiasti come una pulzella nel pianto
e pronto eri sempre a rilanciare
perchè le sbarbe ti facevano pur sempre arrapare
cresceva intanto in te l'indole campanilista
di mezzano lo stendardo portavi come apripista
e fu proprio nella notte dell'amato carmenin
che fondasti skodeg-o sopraffatto dal vin
l'informatica era la tua passione
ti faceva addirittura perder la ragione
tanti linguaggi continuavi ad imparare
ma con il cliente proprio non riuscivi a comunicare
fu così che a feltre decidesti di studiare
perchè coi tuoi amici avevi paura di abitare
proseguiva anche la passione per la cartina
la cui tua abilità diventava sopraffina
alle gare non sempre arrivavi sorridendo
ma quando arrivavi con il tuo aspetto "mazengo"
per te il tifo esplodeva come un boato
da quante erano le orientiste che avevi conquistato

 

CANTO VII – ADDIO MEDAN, MIA PATRIA NATìA

dopo 1 anno di studi, di travagli e di stenti
decidesti di finirla di sbatterci i denti
perciò pensasti ben di trasferirti a trento
e con un imbianchino ecologista siciliano dividesti l'appartamento
sfoggiasti allora le tue abitudini alimentari
digeribili dagli altri solo dopo aver bevuto molti amari
la cucina della vanna te la potevi solo sognare
di pasta con l'aceto e wurstel ti dovevi accontentare
fu una sera in un maso della valle
che qualcosa si risvegliò in mezzo alle tue palle
della bella fondista ti eri invaghito
avevate la passione per lo stesso mito
tra alti e bassi più di 1 anno con lei hai condiviso
e poche volte alla sera in faccia ti mancava il sorriso
"ano" per tutti gli alici eri diventato
ma a restare a lungo con lei non sembravi destinato
proseguiva intanto la tua brillante carriera a trento,
e a cambiar casa non pensasti un solo momento
il paparino un bel posto ti aveva trovato
all'interno del nuovo e fiorente studentato
con il compare solandro dividevi la stanza
insieme di biscotti e birra vi riempivate la panza
amavi la vita spensierata dello studentato,
finalmente i tuoi amici trevisani avevi ritrovato

 

CANTO VIII – TANTA ROBBBA

con la primavera si sa, si risvegliano gli ormoni
ed il cuore (?) ti condusse fino ai dismoni
ricominciò ad ardere un'antica fiamma
sotto i severi occhi della sorella giovanna
la frutta sugli alberi era ormai matura
e ti gettasti ingordo e fiero sulla quarta misura
mancava solo la benedizione dei genitori
per dipingere un roseo futuro sugli allori
la storia con lei come beautiful si puo considerare
per un paio di anni puntate si potrebbero girare
per le vie di ferrara  e Venezia vi siete conosciuti
e per anni come amici siete cresciuti (?)
una relazione che si può dire tutta rose e fiori
perchè tu e lei vi amavate fin dagli albori
e il desiderio era così forte di trasgredire
sotterrando perfino la reciproca voglia di tradire
finalmente con lei l'amore hai trovato
anche se dal tuo coinquilino nigeriano ogni tanto ti senti minacciato
anche l'africano si sa, ha una certa misura,
per questo a trento dormi sempre con l'armatura
più volte sei sceso in direzione del sedere
ma ti rimane ancora oscura la mossa del banchiere
la bella scuola su internet non ti è servita
lo squirting e i blowjob ti hanno segnato la vita
son corsi veloci questi primi decenni della tua vita
ma per finire, la povera vanna ti guarderà con aria basita:
adesso che ti fregi del titolo di dottore
di cosa camperanno tutte quelle donne a ore?
al fin la tua ora è giunta caro in nostro glabro culatello,
a te l'onore di intonare in famoso ritornello:
dottore….dottore….dottore del buso del cul!!!

5 thoughts on “DOTTOR DALEN, 88 VOLTE SCUSA AL POPOLO DEI LUPI!”

  1. xke del lei?
    te ali anca operàƒÃ‚  intat che ti eri cioc?? hi hi

  2. Complimenti Dalen,ora non ti resta che la spedizione in Germania per festeggiare a livello europeo le tue gesta!

Comments are closed.