MARCO BEZZI RICONQUISTA LA DIGNITA’  PERDUTA

massino disprezzo

Ricorderete tutti quanto accaduto alcuni anni fa ai Campinati Italiani di CO a San Genesio, ma per chi si fosse perso qualcosa, ecco un rapido quadro della situazione. L’epilogo della giornata di puro sport fu una fotografia, scattata dalla vincente staffetta forestale intorno ad una panchina, dove giacieva il nostro eroe in posizione fetale quasi esanime, dopo i lunghi canti alpini intonati in nome del deo luppolo. A seguito di questo evento (e di una serie di altri avvenimenti che per motivi di decenza vengono qui tralasciati), Marco ZP Bezzi ha macinato per anni, nella sua testolina diabolica, un riscatto in grande stile, una sorta di sfida sul lato personale che gli permettesse di riprendere, paletta e secchiello alla mano, quella dignità ormai ormai dispersa a Jenesien.

L’occasione è arrivata puntuale come il taglio di una falce, sottoforma di un’interessante manifestazione guarda caso proprio a San Genesio: una gara di corsa in salita da Bolzano all’altipiano, circa 750 mt di dislivello per uno sviluppo di 3.500 mt circa. Nulla di particolare, direte… ma il dettaglio che la rende così interessante è la durata: 12 ore. Un efficientissimo servizio di trasporto avrebbe portato a valle i concorrenti ogni 10 minuti circa, per riprendere la risalita (i complimenti a tutta l’organizzazione sono obbligati, visto anche lo scopo benefico dell’evento).
Fonti non ancora confermate ci informano che Marco ZP Bezzi ha effettuato ben 11 risalite, per un totale di più di 8.000 metri di dislivello. La manifestazione si è conclusa domenica alle ore 7.00 del mattino, con Marco visibilmente provato e indebolito nel fisico, ma rinato dal punto di vista psicologico e oserei dire anche spirituale. Chi vi scrive non si assume la responsabilità di riportare quanto avvenuto dopo le ore 7.00, ma lascia spazio all’immaginazione 🙂
Articolo scritto da Giovanni Sonna in arte Sonda Joe

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