GIGIATE NATALIZIE IN ARRIVO

Prototipo berretto Skodeg-oCon lo sprint finale verso i 500 simpatizzanti della pagina Facebook dedicata al sito, il C.d.A. di Skodeg-o (quasi al completo) si è riunito Sabato scorso per decidere come muovere i prossimi passi sul piano del marketing.

Come spesso è accaduto in passato, con la proposta dei buff, delle tute da gara e da riposo, oltre che dell’intimo personalizzato, quest’anno è in arrivo un nuovo accessorio indispensabile per tutti coloro che (calvi o capello-muniti) desiderano proteggere la propria capa e mantenere i propri pensieri al caldo in vista dei prossimi mesi invernali. A parte il 21 Dicembre, quando è prevista l’apocalisse e potrebbe fare piuttosto caldo, il resto dell’anno oscillerà infatti secondo il Colonnello Giuliacci attorno alle medie stagionali, grado più, grado meno.

Il berretto di Skodeg-o è preparato semi artigianalmente da un famoso brand di moda trevigiano, che si occupa di berretti per snowboard dal design accattivante. Chiediamo cortesemente a tutti coloro che vogliono prendere il berretto di Skodeg-o, di cui si può visualizzare un prototipo appositamente preparato nella fotografia, di prenotarlo on-line prima possibile, in modo da fare l’ordine entro i primi giorni del nuovo anno, o addirittura prima. Il prototipo dovrebbe corrispondere al capo originale, a meno di qualche modifica che verrà scelta nei prossimi giorni; si pensava di mettere la riga  bianca sul quartultimo livello, anziché sul penultimo.

Il costo del berretto si aggirerà attorno ai 15 euro.

MARATONA DI REGGIO EMILIA 2012 (dal mio punto di vista)

I commenti a caldo sono spesso fonte delle più disparate interpretazioni; oltre che essere, ovviamente, commenti a caldo, spesso portano più in evidenza rammarico, piuttosto che soddisfazioni. Questo un po’ per rispondere ai miei amici che hanno seguito la gara di ieri… Piuttosto, grazie a tutti per il supporto, sempre gradito!
Se penso in generale al percorso di quest’anno, posso ritenermi soddisfatto della gara che ho disputato ieri. A settembre, quando a fatica corsi la Mezzamaratona del Concilio a Trento in 1h12m, ero ancora distante qualche anno luce dal riuscire, sia fisicamente che mentalmente, ad affrontare una maratona sui buoni livelli in cui mi ero espresso nella scorsa stagione correndo il mio primato personale di 2h19m33s ottenuto a Torino. Tuttavia, dopo la laurea, mi sono tuffato (agevolato anche da un periodo di “stallo” della mia vita) in questa nuova esperienza, tra mille incognite e poche certezze. Penso che difficilmente in futuro deciderò di preparare una maratona per il mese di dicembre, per una serie di coincidenze: innanzitutto il freddo (ho sempre sostenuto di essere nato più orientato verso un clima caraibico che verso quello primierotto), poi il buio, che spesso non è un buon compagno di allenamento. In generale posso dire che novembre è stato il mese della solitudine, forse quasi per autonomasia, soprattutto dalle nostre parti; oltre alle clima non proprio estivo, quest’anno durante le mie sessioni autunnali di allenamento mi sono preso letteralmente delle secchiate di acqua che spesso mi hanno fatto pensare “ma chi me lo fa fare?”. Ciò nonostante, dopo Venezia, in cui avevo riscontrato delle buone sensazioni, fissato l’obiettivo non potevo non portarlo a termine, inteso come partire per arrivare…

La gara di ieri l’ho vissuta in tre fasi distinte, che contraddistinguono anche un po’ il cammino del maratoneta qualsiasi durante la sua prestazione. Già, la maratona è unica proprio per questo, perché in 42km (e 195m!) il tuo flusso di informazioni, pensieri, sensazioni e riflessioni può portarti a vivere delle fasi molto differenti tra loro.
La giornata era molto fredda, con temperature sotto lo zero per tutto il corso della gara, ma fortunatamente l’umidità non coincideva a quella indicata dalle previsioni, per cui le condizioni per una prestazione di livello c’erano, senza cercare troppi alibi legati al meteo.
La partenza in sordina da parte degli atleti africani ha permesso a me e al mio compagno di crociera Buccilli (a cui vanno i miei più sinceri complimenti per la tenacia e la costanza della sua performance) di guadagnare subito un discreto vantaggio sugli inseguitori. La mia condizione era buona e, rispetto ad una settimana fa, le gambe “giravano” con agilità senza lasciare sensazioni di pesantezza. Le strade ghiacciate hanno creato qualche problema di controllo nelle diverse curve del percorso, ma nulla di particolarmente pericoloso per i concorrenti. Alla mezza maratona, dopo una salita regolare di circa 7km, siamo transitati sostanzialmente in tre, in 1h09m16s. Passaggio ottimale, costruito con dei parziali costanti, ed in linea con le mie aspettative. Le sensazioni a quel punto della gara erano ottime e nel tratto mosso immediatamente successivo alla mezza maratona vedevo che, ogni volta che la strada si impennava, i miei compagni di gruppo faticavano a stare con me, così ho avuto il modo di staccarli gradualmente, costruendo un vantaggio discreto e portandomi in testa alla competizione dal 30esimo. In attesa che da dietro cominciassero a fare sul serio (perché di solito gli africani non stanno tanto a guardare…), io mi sono rilassato e ho pensato di poter continuare con quel ritmo per i rimanenti 10km, per poi raccogliere le energie per una leggera progressione nel finale di gara. L’atleta marocchino Zain, giunto poi vittorioso al traguardo, al 33esimo km mi ha superato ad una velocità per me in quel momento improponibile, ma mi sono agganciato con un’estrema facilità agli inseguitori (il keniano Talam Kipkemei e il marocchino El Barhoumi, vecchia conoscenza del Trofeo San Vittore e di innumerevoli mezzemaratone e gare su strada). Non guardavo più l’orologio dalla mezza, ma la velocità era regolare e le sensazioni ottime, tanto che abbiamo mantenuto, per qualche chilometro, circa una quindicina di secondi di distacco da Zain. Questi sono stati in assoluto i migliori km che ho vissuto nella giornata di ieri; El Barhoumi pareva in evidente crisi (che lo ha ammazzato definitivamente al 35esimo) e Kipkemei non sembrava in grado di allungare. Al contrario, io stavo proprio bene. A lungo ho covato e percepito la speranza di riuscire a chiudere la maratona per giocarmi la gara; magari non il primo, ma il secondo posto.
Al 36esimo km, però, qualcosa è cambiato radicalmente. A soli 6km dall’arrivo mi si sono irrigidite improvvisamente le gambe, cominciando anche a darmi dei fastidi muscolari al quadricipite. La benzina era finita, così, di punto in bianco, senza nemmeno passare per la riserva. Forse mi sono alimentato poco; ho mangiato solo una pastiglia e mezza di zuccheri, fondamentalmente perché non riuscivo ad aprire il taschino dei pantaloniperchè avevo le mani letteralmente congelate. Fatto sta che da quel punto in poi è cominciata la mia fase di agonia, in cui mi sembrava di correre al rallentatore (o all’indietro), contratto e senza speranza, come se improvvisamente le mie scarpe si fossero trasformate in quei pesanti scarponi militari con la punta di ferro che giaciono nei musei della Grande Guerra. Come direbbe Kit Carson: al diavolo! Ho visto i secondi di vantaggio, che con tanta caparbietà avevo costruito, assottigliarsi e gli atleti sfilarmi uno ad uno, inesorabilmente, di fianco senza che io potessi minimamente reagire.

Ho chiuso al sesto posto, con il (buon) tempo di 1h19m49s, a soli 21 secondi dal terzo posto (primo italiano), un po’ rassegnato per l’occasione sfumata. Questo mi ha lasciato indubbiamente del rammarico ma, come ripeto, oggi il tutto assume un’altra colorazione e non posso far altro che essere soddisfatto della mia condotta di gara.

La matematica purtroppo non è un’opinione (per quanti vorrebbero che lo fosse…), e forse qualche allenamento a buon ritmo in più nella preparazione mi avrebbe evitato la crisi patita negli ultimi chilometri. D’altra parte, magra consolazione, almeno la mia crisi non è stato così profonda come quella capitata ad altri atleti nella stessa gara (in fondo, correre a 3’40” non è poi un ritmo così lento!).

Sotto la classifica.

ZAIN JAOUAD (A.S.D. RUNNING EVOLUTION) 02:18:21
DOUIRMI SAID (ATL. COLOSSEO 2000) 02:18:53
BUCCILLI CARMINE (ATL. CASONE NOCETO) 02:19:28
BATTELLI PAOLO (CALCESTRUZZI CORRADINI EXCELS.) 02:19:37
TALAM KIPKEMEI ABRAHAM (ATLETICA FUTURA A.S.D.) 02:19:43
SIMION GIANCARLO (SILCA ULTRALITE VITTORIO V.TO) 02:19:49
EL BARHOUMI TAOUFIQUE (ATL. CASONE NOCETO) 02:20:37
EN GUADY KHALID (ATL. RODENGO SAIANO) 02:21:06
BIWOTT NICODEMUS (A.S.D. FARNESE VINI PE) 02:23:16
ROGNONI DARIO (ATL. DA PAURA) 02:23:29
VENTUROLI NICOLA (C.S. S.ROCCHINO) 02:24:40
SCURO VINCENZO (G.P. PARCO ALPI APUANE) 02:29:52
MAROGNA ALBERTO (SPARTACUS ASD MARMIROLO) 02:30:39
IOMMI GIOVANNI (G. P. LIVENZA SACILE) 02:31:25
PALLADINO DANIELE (ASS.POL.ATL.SCANDIANO) 02:31:31

Classifiche complete su tds-live.com

Un mio sincerissimo plauso va all’organizzazione che, anche con il clima di dicembre non sempre clemente, è riuscita a fornire un servizio a tutti i maratoneti all’altezza di una manifestazione internazionale. In particolare, il trattamento da essa riservato ai cosiddetti “top runners” è stato dei migliori. Ho incontrato soltanto persone disponibili che mi hanno trattato come un professionista.

Una piccola riflessione prima di chiudere quest’articolo, tralasciando quella che è stata la mia gara personale. In questa edizione di Reggio Emilia, più che in altre maratone italiane del 2012 (guardando le classifiche), si è potuto aver modo di constatare e di mettere alla prova tutta quella schiera di atleti che possiamo definire come “seconde linee”; ragazzi fantastici, con i quali ho avuto il piacere di condividere parte del mio fine settimana, che coltivano l’atletica con dedizione e passione a livello semi-professionistico, spesso lasciati al margine dell’interesse dell’atletica. Penso che se abbiamo delle punte (a proposito, complimenti a Lalli e Meucci!), forse dovremmo comunque ringraziare questa gente che trova le energie e la determinazione per affrontare al meglio, nel limite del possibile, le manifestazioni di casa, alzando il livello della competizione e quello del movimento in generale. Forse un maggiore interesse da parte della Federazione e dei comitati organizzatori su alcuni soggetti, anziché sempre sullo stesso giro di atleti e manager, sarebbe a mio avviso auspicabile.

BEVILONGA 2012

Pulizia abiti post Bevilonga 2012

Anche per quest’anno la stagione agonistica (e non) di orienteering si è chiusa come di consueto con la gara più attesa dell’anno: la Bevilonga. Nonostante alcune defezioni (i.e., Manuel e Nicola, non presente per rappresentare Skodeg-o alla cena di chiusura della sezione dell’atletica), anche quest’anno la competizione ha riscosso un notevole successo, richiamando alcuni tra i più blasonati orientisti dell’Oltre-Cismon, altri un po’ meno del vicentino e delle valli di Fiemme e Sole, oltre alcuni simpatizzanti toscani, sempre presenti in volume più che in agonismo a questa competizione.

Cogliendo l’occasione per racimolare gli ultimi punti di Lista Base messi gentilmente a disposizione dalla FISO, alcuni partecipanti hanno tentato, invano, di raggiungere i 60 punti necessari per correre nella categoria Elite nel corso della prossima stagione. Segnaliamo tra questi Massimo Bianchi e Gian, che nel 2013 non potranno prendere parte a gare nella categoria assoluta (ma chi ce lo fa fare??!).

Passando alla cronaca, l’edizione 2012 della Bevilonga, organizzata dal G.S. Pavione (i.e. famiglia Bettega, a cui va un ringraziamento da parte di tutti) è andata al mitico Jonni Malacarne, autore di una prova che lo ha visto condurre quasi sempre la gara, nonostante le numerose avversità presenti lungo il percorso; oltre al consueto bicchiere del “centro stella”, infatti, quest’anno, vista l’assenza della neve che ha caratterizzato alcune delle ultime edizioni, si è corso in mezzo al letame. Gli atleti hanno così avuto modo di comprendere come l’aria pura della montagna sia soltanto un’utopia in alcune occasioni. Il percorso si è quindi rivelato pieno di insidie e, come consuetudine, di alto livello tecnico. Resta il rammarico per il secondo e il terzo classificati Daniele Meneghel e Piero Turra che non sono riusciti a portare questo importantissimo trofeo in casa Pavione quest’anno. Emiliano Corona e Denny Pagliari, tra i favoriti della vigilia, hanno preferito cavalcare il percorso ad un livello amatoriale, dopo aver passato il pomeriggio a giocare a calcetto con i vicentini e Mik Caraglio.

Anche il post serata è stato all’altezza della situazione. Nonostante alcuni cadaveri persi per strada, gli atleti hanno potuto concludere la serata in compagnia in Lanterna.

Di questa edizione resterà sicuramente negli annali: il letame, il vestito da superman (inguardabile) di Michele Franco, la camicia bianca di Cosimo, la tavolata della birra perpetua organizzata dal nostro Web Master, la tuta da gara di Marco Bezzi, il camper con cui l’atleta del Monte Giner è arrivato, l’abuso di tabacco e di bevande (ovviamente non alcoliche) che hanno fatto un po’ tutti i presenti…

Concludendo, colgo l’occasione per giustificare il buon Dalen per la sua mancata presenza alla cena dell’atletica. Purtroppo, ogni tanto, nella vita si arriva ad un bivio: lo sport o la figa? Dalen ha fatto la sua scelta (forse ancora molto tempo fa…)… Un grazie all’organizzazione e un arrivederci a tutti alla prossima edizione, che sarà presumibilmente organizzata ancora una volta dal nostro Team!

CONSIDERAZIONI POST VENICE MARATHON

La Maratona di Venezia di quest’anno resterà sicuramente negli annali delle maratone italiane, sia per l’ottimo esordio del buon Dalen (a cui vanno i miei più sinceri complimenti) che per le condizioni piuttosto estreme del meteo. Non mi sento in dovere di dare una descrizione delle condizioni della giornata di domenica scorsa, anche perché penso che siano condivise in maniera abbastanza sentita da tutti i partenti di quella che è l’edizione numero 27 di una delle più belle maratona, a mio parere, del mondo.
La mia seconda esperienza alla Venice Marathon (l’anno scorso purtroppo ho fatto soltanto 25km di fondo medio) mi lascia fiducioso sulla mia attività agonistica da qui a marzo 2013. Dopo un anno decisamente travagliato, ho voluto finire la maratona per ritrovare, appunto, la fiducia, il feeling con la fatica (era da parecchio tempo che non lo assaporavo così da vicino) e vedere di nuovo venezia dopo 40km di corsa. Dopotutto, ha sempre un enorme fascino l’arrivo in città: non importa nè che essa sia inondata nè che il tempo non le sorrida. Venezia è sempre Venezia.
La mia gara è stata quindi un test, che ha avuto un responso più che positivo e il risultato finale lo è testimone; penso fosse impensabile per me finire nei primi dieci con condizioni meteo normali! Insomma, si dice sempre che la fortuna aiuta gli audaci, no?
Cogliendo al volo il fatto che nel mese di novembre non ho altri piani, ora mi concentrerò, sperando di non subire infortuni, nella preparazione per la maratona di Reggio Emilia, che correrò il prossimo 9 dicembre. La speranza è quella di agganciare il personale ottenuto l’anno scorso a Torino, consapevole però del fatto che quest’anno non ho la stessa preparazione di base e che quindi sarà un’impresa complicata, ma sentendomi più maturo rispetto all’anno passato e pronto quindi per la sfida. Due maratone alle spalle in più non sono poco.
I requisiti ci sono, i buoni propositi pure, speriamo vada tutto bene! Da qui a marzo cercherò in generale, se tutto andrà liscio, di continuare a correre a buoni livelli. Per questo motivo ho anche aperto un piccolo blog dove scriverò formalmente le varie gare che farò, magari riuscendo a pescare qualche sponsor…
Purtroppo non ho altri progetti a lungo termine, anche perché il futuro del neolaureato italiano di questi tempi è piuttosto precario, per non parlare di quello dello sportivo non professionista. Ad ogni modo, con un pizzico di passione e tanto impegno, spero fiducioso di togliermi ancora qualche sassolino dalle scarpe, guardando al mio futuro con un certo ottimismo.

MANUEL SI PRENDE IL TITOLO MIDDLE 2012

A Cinte Tesino (TN), un ottimo Manuel Negrello conquista il titolo italiano sulla distanza middle di corsa di orientamento 2012

Manuel conferma quindi uno stato di forma interessante, messo in evidenza anche dalle gare di qualificazione per i Campionati Europei in Svezia.

Per il portacolori dell’Unione Sportiva Primiero A.s.d, si tratta del secondo titolo individuale nella media distanza, che segue il titolo conquistato nei boschi dell’Altopiano di Asiago (qualche anno fa).

Nonostante le assenze importanti di Klaus Schgaguler, Alessio Tenani e Marco Seppi (che potevano essere i grandi favoriti), la gara è stato corsa comunque su buoni livelli grazie anche all’outsider Mikhail Mamleev, che si è concesso il lusso di saltare le qualificazioni e che quindi non gareggiava per il titolo, e del giovane solandro Roberto Truffa Dallavalle.

Da segnalare l’ottimo sesto posto di Jonni Malacarne e il nono di Michele Tavernaro. Un po’ più indietro Nicola Hawk Giovanelli, che chiude con un modesto ventesimo posto in classifica generale.

Dignitosi anche i rientri di Jonas Rass (che chiude con un sedicesimo posto) e di Marco Bezzi nella categoria assoluta.

Sotto le classifiche della categoria M ELITE:

 

 

1 693 00:31:37 MAMLEEV Mikhail 1.975 0628 SPORTCLUB MERAN A.S.D. ITA

2 99 00:32:25 NEGRELLO Manuel 1.983 0033 U.S. PRIMIERO A.S.D. ITA

3 22 00:33:40 DALLAVALLE Roberto 1.990 0022 G.S. MONTE GINER A.S.D. ITA

4 621 00:34:25 BINDER MARTIN 1003 HSV PINKAFELD AUT

5 356 00:35:19 CORONA Emiliano 1.983 0175 G.S. FORESTALE – Sezione Or ITA

6 96 00:36:07 MALACARNE Jonni 1.979 0033 U.S. PRIMIERO A.S.D. ITA

7 507 00:36:40 SALVIONI Gianluca 1.986 0556 IKP ITA

8 275 00:38:03 BAGGIO Michael 1.989 0147 ORIENTEERING TARZO A.S.D ITA

9 115 00:38:14 TAVERNARO Michele 1.975 0033 U.S. PRIMIERO A.S.D. ITA

10 412 00:38:57 CARAGLIO Michele 1.983 0275 C.U.S. BOLOGNA A.S.D. ITA

11 267 00:38:59 PFEIFER Christian 1.989 0130 A.S.D. EREBUS ORIENTAMEN ITA

12 434 00:39:12 MARSONER Fabio 1.991 0353 A.S.D. TERLANER ORIENTI ITA

13 15 00:39:53 BEZZI Marco 1.978 0022 G.S. MONTE GINER A.S.D. ITA

14 145 00:40:18 CRISTELLON STEFANO 1.978 0045 G.S. CASTELLO DI FIEMME ITA

15 411 00:40:47 BRUNO Andrea 1.984 0275 C.U.S. BOLOGNA A.S.D. ITA

16 442 00:41:32 RASS Jonas 1.988 0353 A.S.D. TERLANER ORIENTI ITA

17 292 00:41:46 PIN Roland 1.974 0147 ORIENTEERING TARZO A.S.D ITA

18 13 00:42:00 VIVIAN Lorenzo 1.981 0015 A.S.D. ORIENTEERING PERG ITA

19 556 00:42:18 MIORI Davide 1.984 0600 A.S.D. TRENT-O ITA

20 91 00:42:22 GIOVANELLI Nicola 1.985 0033 U.S. PRIMIERO A.S.D. ITA

Ricordiamo anche la grade vittoria di Olli-Paolo Brusakristo che al rientro dopo un anno domina la finale B.

Sfortunato il nostro webmaster Dalen che ieri è rimasto fuori dalla finale, dopo una gara non proprio ai massimi livelli, facilmente imputabile al suo ingresso nel club gold #SportiviInDeclino un paio di settimane fa…

Stagione tribolata per Gian che oggi avrebbe dovuto correre la 10 miglia del Montello (vinta da un ottimo Boudalia), ma che è stato vittima di un virus che lo ha tenuto ancorato a letto per tutto il weekend.

Ora l’attenzione si sposta a Madonna di Campiglio, dove, sotto la supervisione di Marco Bezzi, il 2 Giugno 2012 si svolgeranno i campionati italiani sulla distanza sprint, che vedranno al via il cast di Skodeg-o al gran completo.