PENSIERI SPORTIVI DA BORLANGE

È difficile dare un senso a questa manifestazione. Perfino darle un nome che rifletta quello che è può sembrare non banale. Certo, ufficialmente si chiama Mondiali Universitari di Orienteering, ma potrebbe tranquillamente essere un mondiale assoluto U28 dato che ormai, di questi tempi, qualsiasi sportivo risulta iscritto a un qualche corso di laurea; che sia questo dovuto all'aumento della sensibilità del mondo sportivo verso la cultura o alla decadenza del sistema e di quello che una volta era il massimo livello di studio spetta a voi deciderlo. Il senso si capisce solamente se vi si partecipa. 

La peculiarità di questa manifestazione è che essa è oggetto di meno pressione da parte delle federazioni nazionali e gode di molta meno attenzione rispetto ai mondiali, non ha alcuna prova di qualificazione e ha un programma a 360° di quelle che sono le specialità nel panorama del nostro sport. Risultato? Il WUOC non è altro che un ottimo trampolino di lancio (o test, chiamatelo come vi pare) per qualsiasi atleta che coltivi qualche ambizione a livello assoluto. 

Quella di quest'anno era la 17esima edizione e, bando ai pregiudizi, bisogna dire che non ha deluso nessuno: terreni ottimi, condizioni meteo mediterranee, organizzazione impeccabile e logistica assolutamente non criticabile… puro stile svedese.Gli atleti al via sicuramente erano di valore assoluto, spicca su tutti lo svizzero Merz in forma smagliante, dopo i due ori nella long e nella middle, sulla via dei mondiali Norvegiesi che si terranno fra un paio di settimane a Trondheim.

Per quanto riguarda gli italiani non si può fare altro che tracciare un bilancio in chiaro scuro. L'ottima notizia arriva da un bronzo da parte di una performante Michela Guizzardi conquistato nella prova sprint; bilancio positivo insomma, a meno che non ci si fermi a guardare il resto. Tra gli uomini non c'è mai stata una vera competitività da parte dei nostri atleti per posizioni "degne" di questo nome mentre tra le donne l'unica prestazione positiva al di là del bronzo è stata quella di Nicole Scalet nella prova a staffetta, conclusasi comunque nelle retrovie per le azzurre (che potranno essere seguite dagli appassionati sul loro nuovo blog). Era giusto forse pretendere un po' di più dalla nostra squadra perché in fondo l'Italia non dovrebbe essere la nazione cuscinetto che separa le squadre cosidette forti, a cui si aggiunge anche la Spagna da quest'anno che ci scavalca, e le squadre che con l'orientamento hanno ben poco a che fare. 

Poche cose quindi rimangono di questi mondiali universitari; un bronzo e forse un po' di amarezza ma, nello sport, si sa… Si ottiene quel che si dà, e molte volte, nemmeno quello.

PALIO DEI MUSATI: BIS PER MEZZANO!!

Cambiano i fantini ma il risultato è sempre lo stesso!! Dopo l'abdicazione del plurimedagliato (3 secondi posti e 2 vittorie in 5 partecipazioni) Nicola Giovanelli, la tradizione continua con la nuova squadra formata da Ruggero Alberti (scudiero) e Filippo Orler (alla guida).

Il XV° Palio dei Musati è iniziato nel migliore dei modi per l'asino Ferdinando che ha battagliato fin da subito con l'asino di Fiera e quello di Siror. Dopo il primo giro si era già capito che la vittoria si giocava tra questi tre, con gli altri ad inseguire ben più staccati. Al secondo giro era l'asino di Mezzano che superava quello di Fiera, in un finale incertissimo, come il Tour de France, si è inserito anche l'asino Walter, di Siror, a cercare di dire la sua. Ma non c'è stato niente da fare, alla fine del terzo giro, l'asino Ferdinando è riuscito a mantenere qualche metro su Fiera e a mantenere così il trofeo più ambito della valle.

Queste le parole del fantino a fine gara: "Nel pomeriggio abbiamo fatto un briefing pre-gara con i vecchi conduttori, che ci hanno dato alcune dritte su come far avanzare la bestia senza faticare troppo…" la bestia avanzava, ma la fatica a fine gara è ben visibile, soprattutto quella che ha attanagliato il prode scudiero Ruggiero, che ha necessitato una rianimazione in extremis con qualche buon bicchiere di birra.

Quindi una gara da ricordare, che vede aprirsi una nuova era, con i due nuovi eroi di Mezzano a cercare di migliorare la media dei piazzamenti del nostro skodega!!

Come sempre tantissima gente lungo il tracciato, prima e dopo la gara. Da segnalare che parte del ricavato verrà devoluto alla LILT, in ricordo del piccolo Enrico Zeni, morto a 8 anni dopo una malattia improvvisa. Davvero commossa tutta la comunità, durante il ricordo di questo bimbo che non ha potuto giocare e divertirsi come dovrebbe fare un bambino della sua età.

DOLOMITES SKYRACE: MICHELE SFIORA L’IMPRESA!!

L'aveva dichiarato a inizio stagione che questa era la gara alla quale puntava per quest'estate e ha mantenuto la promessa. Sono soli 40" che hanno impedito a Michele Tavernaro di aggiudicarsi per la terza volta la Dolomites Skyrace, una delle gare più apprezzate e famose in Italia e all'estero.

Erano quasi 650 i concorrenti che alle 9.15 hanno preso il via dal centro di Canazei, all'attacco della Forcella Pordoi (oltre 1000 m più in alto). Non si è potuti transitare per gli oltre 3.200 m del Piz Boè a causa di nuvole basse che potevano creare dei problemi agli atleti. Oltre a Michele molte altre skodeghe (con ambizioni ben più ridotte) hanno preso il via: Nicola Giovanelli ha chiuso al 9° posto, dopo una salita pietosa e un gran recupero in discesa (circa 30 posizioni), Daniele Meneghel ha chiuso in una buona 43° posizione, precedendo di poco Stefano Cristellon e MAtteo Giovanelli che hanno chiuso al 50° e al 68° posto… Qualche minuto più tardi ha tagliato il traguardo anche Carlo Cristellon (183°) e Daniele Orler (239°).

La vittoria è andata al Fiemmese Paolo Larger e sul terzo gradine è salito Fulvio Dapit.

Sul sito sportdimontagna.it ulteriori foto e news

Classifica top ten:

1) Larger Paolo (Ita) 1.35:34; 2) Tavernaro Michele (Ita) 1.36:14; 3) Dapit Fulvio (Ita) 1.38:36; 4) Chavuet Pierre (Fra) 1.40:32; 5) Beccari Filippo (Ita) 1.41:27; 6) Gianola Erik (Ita) 1.42:55; 7) Kuhar Nejc (Slo) 1.43:36; 8) Miklosa Matjaz (Slo) 1.44:12; 9) Giovanelli Nicola (Ita) 145:14; 10) Theodorakakos Dimitrio (Gre) 1.45:28

LUCA DALLAVALLE TERZO AI MONDIALI MTB-O

Gran risultato oggi per il giovane Luca Dallavalle che ottiene la medaglia di bronzo nella prova middle dei mondiali di mtb-o che si stanno disputando in Portogallo.

Partito lontano dai primi, ha tenuto la testa della corsa fino all'arrivo degli ultimi partenti.

Questo è un risultato storico per la nazionale italiana in quanto si tratta della prima medaglia individuale vinta nel settore mtb-o.

Il team di skodeg-o si complimenta con l'atleta solandro!

JWOC 2010: BILANCIO AMARO PER GLI AZZURRINI

Si sono conclusi oggi con la prova a staffetta i mondiali juniores di orienteering danesi, caratterizzati da terreni particolarmente tecnici e da un alto livello dei partecipanti. Sorprese a parte, la Svezia ha giocato il ruolo del padrone indiscusso confermando le grandi promesse che possiede nel bacino orientistico juniores in questi ultimi anni. In generale possiamo dire che cambia il paese che ospita la manifestazione, ma i "forti" vengono sempre da lassù; Svizzera a parte infatti, le regioni scandinave hanno fatto una scorpacciata di posizioni alte della classifica rischiando quasi un'indigestione.

Il bilancio per gli azzurrini è alquanto amaro: solo due sui sei selezionati hanno gareggiato nella finale middle; per quanto riguarda invece le altre prove (long, sprint e staffetta) possiamo dire che rispetto agli scorsi anni è stato quasi fatto un passo indietro. Certo i terreni scandinavi non agevolano particolarmente i nostri beniamini di casa, e c'è da dire che probabilmente su alcuni di loro gli esami di maturità appena fatti hanno inciso particolarmente sulla preparazione e sulla concentrazione. Sta di fatto che, guardando le classifiche, non si può essere soddisfatti di questo mondiale.

Sicuramente questi ragazzi, che già in campo nazionale hanno dimostrato il loro vero valore, avranno altre occasioni per riscattarsi e anche altri JWOC per accumulare nuove esperienze e crescere, sperando sempre che riescano a colmare il gap, a volte più psicologico che tecnico o fisico, che li separa dai migliori interpreti juniores di questo sport a livello internazionale.

Da parte di Skodeg-o, non resta altro che augurare ai nostri ragazzi un buon party!!!