TEMA: SVILUPPO E SOSTEGNO ALLO SPORT INDIVIDUALE

Sebbene questo portale sia spesso utilizzato per inserire notizie gogliardiche, oggi ci occupiamo di un argomento estremamente serio. Vorremmo che fosse stimolato un dibattito all'interno del nostro movimento, a livello di società e federale, a proposito della delicata tematica del cambiamento di modello per lo sviluppo e il sostegno allo sport individuale. Tale impulso viene direttamente da quello che probabilmente in questi anni è il tecnico più attivo dal punto di vista propositivo concettuale all'interno della nostra società sportiva e mi permetto di dire anche a livello provinciale (orientisticamente parlando). Roberto Pradel ha avuto sempre a cuore questa tematica cercando di tener vivo il dialogo confrontandosi spesso anche con gli stessi giovani dell'Unione Sportiva Primiero traendo a volte spunti molto interessanti, e costruttivi che si trovano in accordo su un fatto: tutti suggeriscono un chiara convergenza futura verso nuovi modelli. Inutile precisare quale sia il modello attuale di sostegno individuale nazionale, per lo più affidato ai gruppi sportivi militari che, tra l'altro, nel nostro sport sembrano aver completamente abbandonato l'idea di investire. Riportiamo qui un articolo scritto dal sopra citato Pradel rivolto all'Assessore Provinciale allo Sport (allora Berasi) due anni fa perché lo riteniamo di più che attuale e di possibile stimolo a tutti gli orientisti. Buona lettura.

 

 

Per un nuovo modello di sviluppo e sostegno allo sport individuale di alto livello

 

Come la società è in rapida evoluzione cosi anche lo sport è in cambiamento; è forse il tempo di ripensare allo sport di alto livello?

Avvio di un processo virtuoso per uno sport sostenibile a misura di atleta? Lo può intraprendere la FISO?

 

Da tempo ho in serbo di scrivere qualche pensiero sulle trasformazioni in atto nel mondo sportivo d’alto livello, sia professionistico, come semi-professionistico o dilettantistico che dir si voglia, con particolare riferimento agli sport non spiccatamente professionistici. 
Frequentando da tempo, prima come atleta, poi da numerosi anni come tecnico-allenatore nonché dirigente societario mi sono reso conto che esistono all’estero modelli di sostegno allo sport di alto livello molto diversificati, alcuni poco invidiabili ed altri che hanno delle caratteristiche molto diverse dalle nostre, tra le quali alcuni aspetti sicuramente interessanti.
A mio avviso esistono delle forti criticità nella pratica sportiva agonistica non solo negli sport maturi e magari professionistici di altissimo livello, ma in generale le problematiche si stanno generalizzando fino a lambire in modo serio gli sport “minori”, questo per una serie di concause anche molto differenti tra di loro – di cui:
1) il modello culturale dello sport attuale visto spesso essenzialmente come sola possibilità di reddito dall’opinione pubblica – in cui le problematiche degli sport maturi e più ricchi si ripercuotono con le loro criticità anche negli altri.
2) non sono più in molti gli atleti a pensare che lo sport possa essere la sola ed unica carta da giocare per la propria affermazione di vita, da un lato è un ottima cosa, ma dall’altro porta a pensare che i due ambiti non possano convivere, almeno per un po’.
3) l’attività sportiva militare, meritevole per il sostegno economico fornito, non sempre sa dare risposte adeguate alle mutate esigenze dei giovani atleti, e non sempre è in grado di fornire sostegno tecnico – metodologico adeguato con visioni a lunga scadenza. Ora che i posti sono limitati non è più sufficiente pescare nel mucchio tra tanti.
4) di fatto molti sportivi con ottime potenzialità non hanno il tempo e la possibilità di maturare e crescere, ma vengono espulsi da un sistema poco attento agli obbiettivi individuali di lungo periodo. Vige ora un sistema poco attento alla valorizzazione del talento ma piuttosto alla selezione del momento.
Alcuni spunti riportati sopra, non di certo esaustivi pongono la problematica e sottolineano che vi sono delle realtà all’estero che si sono mosse da tempo e sembrano funzionare meglio, in alcune discipline si possono vedere i frutti di movimenti sportivi in salute (Francia e Svizzera sono due esempi significativi).

 

Introdotto il tema è da porre la questione sul cosa sia possibile fare,..

 

Ogni soluzione va tarata sul proprio territorio in funzione delle potenzialità e tenendo conto delle criticità esistenti, ma guardare a Francia e Svizzera potrebbe essere un primo passo, (come guardare alla Svezia per la promozione dello sport per tutti), la Francia ha un sistema abbastanza centralizzato ma ha saputo creare per sport come lo sci, l’orientereering del quale conosco atleti e tecnici, ed altri ancora, un organizzazione centrale in rete con i progetti federali e una presenza di alto livello sul territorio con tecnici ed addetti (numerosi sono gli atleti militari che godono di grande autonomia in accordo con il mondo federale). In Svizzera il messaggio che traspare forte è che un atleta meritevole è sostenuto in modo integrato in varie forme, pubbliche e private per il tempo in cui rimane di alto livello per poi tornare alla vita lavorativa con il bagaglio di competenze, professionalità e studi acquisito negli anni da sportivo professionista o semiprofessionista. Traspare il messaggio culturale e la consapevolezza che lo sport di alto livello è comunque una parentesi di vita.
Campi di allenamento all’estero anche lunghi in cui si prepara un esame universitario, stage lavorativi, soluzioni part-time o a tempo, per preparare il futuro in cui il sistema integrato permetta poi di entrare, nel mondo del lavoro senza essere l’ultimo degli ultimi, senza privilegi, ma senza chiusure . Un sistema che permetta a chi ne ha voglia e capacità di poter dedicare anni di vita per la realizzazione sportiva senza che questo sia limitato solo a chi se lo può permettere, o ancor più triste a chi decide di dare tutto per lo sport per poi rimanere deluso dell’ambiente, magari incapace di gestire una realtà alle volte ostile e anche pericolosa per la salute, rimanendo con poco o nulla in mano.
Cosa fare dunque, un azione culturale, un occhio a cosa funziona all’estero, un sostegno mirato e non a vita….per lo stretto tempo necessario a coloro che abbiano dimostrino di avere le capacità, sostegno alle società e tecnici, economico si, ma anche formativo ed organizzativo. Sostegno che può essere, un arruolamento a termine senza discontinuità tecnica, opzioni di permanenza per chi lo desideri, borse di studio per chi comunque intende applicarsi senza soluzione di continuità nello studio, buoni formativi per chi voglia specializzarsi ed acquisire delle competenze professionali e cosi via.
Ancoraggio alle realtà locali, Comunità, laddove possibile, per creare un circuito virtuoso anche di stimolo ed emulazione, interazione tra Ente pubblico, Coni, Associazioni, Comunità per una visione comune e delle regolamentazioni coordinate, definite da parametri certi e cosi via.
Nessuna pretesa da parte mia di essere esaustivo, ma solo la speranza che un piccolo stimolo come questo possa mettere in sinergia ancor meglio attività e procedure che comunque per certi aspetti esistono, sono in fase di gestazione, ma non ancora completamente mature.

 

Un grazie per l’attenzione
Roberto Pradel
dirigente-allenatore
US Primiero San Martino

WOC 2014 ALL’ITALIA

Scettici e non, pacifisti e guerrafondai, sportivi e sedentari, preparatevi perché la notizia è di quelle che scottano. L'edizione dei Campionati Mondiali di Orienteering del 2014 è stata assegnata alla nostra Nazione, e per la precisione ai fantastici boschi dell'altopiano dei sette comuni (Asiago). Da un po' era nell'aria, ma è arrivata come una meteora l'ufficialità dopo la riunione tenutasi a Trondheim. Basta critiche quindi, ma soprattutto, basta elogi perché, tanto, ormai ci siamo dentro.

Comincia oggi il countdown per i WOC italiani 2014. Un in bocca al lupo agli organizzatori (presenti e futuri), alla federazione e agli atleti che cercheranno di preparare quest'evento per portare in alto i colori della nostra ambiziosa, piccola, nazione.

 

PS: complimenti ai nostri colleghi dell'Er-Team che sanno sempre come sfruttare qualsiasi situazione per scombussolare le informazioni sul nostro sport in modo giocoso, lodevole e quanto meno originale compromettendo le menti di molti surfers…

CRONACHE DI UNA DOMENICA SPORTIVA ALLA PRIMIEROTTA

Era da un po' che non ci si ritrovava immersi nella fiumana dell'allegria in un casuale week end di agosto. La situazione ideale è capitata nel passato week-end, in concomitanza alla Calakili (gara di corsa podistica di Mezzano) e alla Vederne Bike (cronoscalata in MTB a Imer). La possibilità di iscriversi alla combinata Calakili-Vederne Bike ha subito attirato il Team di Skodeg-o che, insieme a numerosi fondisti illustri come Bruno Debertolis e Ivan Debertolis solo per citarne alcuni, non ha esitato a presentarsi a Mezzano con la prospettiva di una seconda gara sulle gambe.

Ma passiamo alle cronache di gara: successo organizzativo che consolida quella che è una "classica" delle corse podistiche dell'estate primierotta. Al via, oltre alle già citate skodeghe, anche molti volti noti tra cui spiccano pilastri orientistici come Carletto Rigoni, Eddy Sandri, Whites, Denny e Emi con un rimpianto per l'assenza di MicF (presente in fondovalle solo il sabato sera…), Claudio Bettega e Michele Tavernazzo (skyrace per loro). La gara parte subito a ritmo spedito e il gruppo di testa si lancia alla volta di Coladina; si distingue subito Eddy Sandri che parte in salita ad un ritmo improponibile in seguito a delle indicazioni del suo coach Denny Pagliari, ma è Carlo Rigoni che dopo qualche minuto prende il largo e conduce la gara indisturbato in testa fino all'arrivo. Dietro di lui Ivan Basso dimostra le sue doti di corridore. Dietro ai primi due si scatena però la bagarre: Bruno Debertolis e Aron Lazzaro infatti, pur avendo corso la prima parte di gara in terza e quarta posizione, non si accorgono che Manuel ha un asso nella manica e, appena giunti agli ultimi 2 km del percorso, mette il turbo ed infila i due ignari corridori, che giungono poco dopo il nostro atleta al traguardo. Buona la performance anche di Hawk che si dimostra in una discreta forma arrivando poco dopo i primi cinque concorrenti. Meno gloriosa la storia di Dalen, un po' a corto con gli allenamenti anche per il nuovo lavoro, che giunge un po' provato sulla linea del traguardo ma che stringe i denti e si cambia subito per montare in sella. Per le classifiche dettagliate della gara si rimanda al sito del Circuito Podistico del Primiero.

All'arrivo della Calakili si aggiunge al gruppo di skodeghe anche Gian, assente giustificato della Calakili, che si cimenta per una giornata da biker. Il trasferimento da Mezzano a Pontet (luogo della partenza della cronoscalata) si rivela più affannoso del previsto grazie anche al ritardo accumulato da Dalen che dimenticatosi inizialmente di portare un elemento fondamentale in una bella giornata come quella di ieri: lo snuss.

La partenza della cronoscalata è un vero ritrovo di bikers (e di chi altrimenti!) e lo squadrone di Skodeg-o si fa subito distinguere per la sua divisa: maglia di orientamento arancione, bici recuperata al museo della Grande Guerra di Caoria (Dalen), scarpe di Girardengo (Hawk) e da ginnastica (Gian); fortuna che Manuel ha l'aspetto un po' più serio… La strategia di gara è chiara: scortare il capitano Manuel, in testa alla combinata, fino al traguardo. Mano alle radioline quindi e occhiata all'ammiraglia, sempre pronta a aiutare e dare indicazioni alle skodeghe. Pochi istanti prima del colpo di pistola si aggiunge anche Giustin e "il Sacco", ancora leggermente provato da un sabato sera all'insegna del Mojito. Via! Parte subito il gruppo di testa, composto per lo più da fondisti, che fa in tempo a raggiungere il primo tornante prima che le maglie arancioni arrivino sulla strada (d'altra parte la strategia è quella di una progressione controllata, meglio lasciarli andare). Dopo qualche centinaio di metri di salita si capisce subito che a Gian gli ordini di scuderia stanno un po' stretti. Comincia per lui una progressione in solitaria che lascia sul posto Manuel, Hawk e, poco dietro, Dalen. Manuel e Hawk invece fanno gara di coppia fino all'ultimo chilometro quando Hawk, in preda a un raptus di follia, scatta con più energia di quella che ha in corpo facendo mangiare a Manuel la polvere. Il controllo antidoping chiarirà tutto nel giro di qualche giorno… Nonostante tutto Manuel riesce a tirare fuori l'orgoglio e la dignità e ad arrivare pochi metri davanti alla prima donna classificata. Dopo una doccia i tre si dirigono all'arrivo per aspettare Dalen che, dopo 1 ora e 9 minuti di sofferenza, arriva cadaverico, rassegnato ma felice, al traguardo. Qui finisce l'avventura sportiva e comincia quella mondana. Per le classifiche della Vederne Bike e della Gara combinata si rimanda al sito internet dei bikers primierotti, ricordando che Gianantonio Zanetel vince e convince nella Vederne Bike, mentre i due fratelli Bruno e Ivan Debertolis si giocano in una manciata di secondi la vittoria della gara combinata.

Dopo una gara, si sa, il fisico ha bisogno di idratarsi; per di più, con una bella compagnia e il panorama estivo spettacolare offerto dalle Vederne, le conseguenze sono immediate. Così, visto il tardare delle premiazioni, i nostri atleti con un ritrovato Giustin (prova di forza assai lodevole la sua nonostante tutto) si sono stravaccati nel prato in compagnia di qualche buon bicchiere di birra. Non ci vuol molto a capire che dall'una alle cinque ci sono appena quattro orette e che, in questi casi, volano e sono quasi "meglio di una p******a (by D.O.)".

Ma questa domenica all'insegna del grande sport non poteva finire così e per questo, in attesa che Hawk finisse di lavorare (non si sa come abbia potuto lavorare un'ora in quello stato…), i quattro reduci (Dalen, Manuel, Giustin e Gian) han ben pensato di fare un lavoretto di ripetute, nel quale si sono distinti per audacia Manuel e Giustin facendo lo stradone da Mezzano a fiera ad oltre i 30km/h, con trasferimento veloce, sempre in bici, da un punto di interesse all'altro, come direbbe un buon Tom Tom, fino alla pizzeria. Nel metre è cominciato il "Giustin show" ai danni del malcapitato Dalen per via delle sue opache prestazioni sportive recenti. La serata si è chiusa così, allegramente, in pizzeria. Quel che si può dire è solo che, un giorno così, difficilmente si dimentica.

pizza con casco

TUTTI I FRATELLI D’ITALIA DEL WOC 2010

Presentiamo qui gli atleti che prenderanno parte alla ormai prossima (comincierà l'8 agosto!) edizione dei Mondiali assoluti di Orienteering (WOC) in programma a Trondheim in Norvegia.

MIKHAIL MAMLEEV (sprint, long, middle, relay): è senza dubbio l'uomo in più di questo gruppo, la punta della nazionale italiana. Da anni infatti l'italo-russo non sbaglia un colpo e si fa trovare sempre preparato in qualiasi evento di rilievo internazionale, aggiungendo a tutte le brillanti prestazioni anche la ciliegina sulla torta del bronzo conquistato lo scorso anno proprio ai mondiali assoluti (prima medaglia per l'Italia). Quest'anno è riuscito a fare, alternando lavoro e sport con grossi sacrifici, una buona stagione invernale e ora è pronto per confermarsi ancora un anno come uno degli atleti top di orienteering a livello mondiale, senza guardare in faccia nessuno, come sempre…

KLAUS SCHGAGULER (long, middle, relay): rappresenta un po' il traguardo raggiunto dall'orientamento italiano negli ultimi anni (post FFGG per intenderci). Il livello del compagno di squadra Mikhail infatti non può essere considerato frutto di una naturale evoluzione del movimento italiano, perché il russo è cresciuto orientisticamente prima di venire in Italia. Klaus è un informatico nonchè un orientista completo; sebbene manchi ancora nel suo già ricco palmares una prova esaltante ottenuta nei WOC precedenti, si è dimostrato molte volte competitivo su tutte le distanze. Quest'anno, dato che la sua condizione gli consente di puntare in alto nella gara regina (la lunga distanza), ha deciso di lasciare la prova sprint, con rammarico. Come primo obiettivo minimo potrebbe puntare a raggiungere la finale in entrambe le prove, per poi provare anche a strappare una posizione nella prima metà dei concorrenti della finale. Lo aspettiamo anche in vista della staffetta, per far sognare l'orienteering italiano.

MARCO SEPPI (sprint, middle): il triestino, classe '80, è un elemento molto interessante sul panorama orientistico. Il suo lavoro svizzero non gli consente di essere in forma tutto l'anno, caratterizzando la sua stagione con prestazioni buone e mediocri; tuttavia con costanza da anni si presenta preparato per i WOC e non delude quasi mai le aspettative. Il suo curriculum è molto interessante: universitario d.o.c., ha trascorso gli anni accademici a cavallo tra Italia, Francia e Svizzera, dove ora lavora stabilmente da qualche anno come ingegnere. Sia in Francia che in Svizzera non ha perso occasione per migliorarsi tecnicamente osservando i maestri dell'orienteering terronico. Se la gara long non è fisicamente in questo momento alla sua portata, si spera in una buona prestazione nella prova sprint che tante soddisfazioni gli ha regalato in passato, mentre per la middle sarebbe un buon obiettivo raggiungere la finale.

GIACOMO SEIDENARI (sprint, relay): conosciuto come Jack l'emigrato, vive ormai da parecchi anni in esilio in territorio svedese, a Stoccolma, dove ha potuto lavorare concedendosi abbondanti periodi dedicati all'allenamento e dove ha affinato la tecnica e migliorato il fisico. I terreni nordici non sono un problema per lui. La staffetta è il suo pezzo forte; è capace di esaltarsi soprattutto in prima frazione dove negli ultimi anni ha costantemente gareggiato nelle famose staffette scandinave con risultati più che notevoli. Prenderà parte alla prova sprint e correrà, presumibilmente, la staffetta. Da lui ci si aspetta una finale; anche se la velocità non è forse uno dei suoi pezzi forti, Jack ha dimostrato più volte che gli automatismi giusti da sprint ci sono e che ora aspettarsi una finale mondiale e anche qualcosa di più non è solo una cosa sussurrabile, ma concreta.

ALESSIO TENANI (long): è uno dei pochi professionisti superstiti nell'orienteering (e un po' in tutto il panorama sportivo italiano). Il portacolori della forestale è un pilastro dell'orienteering italiano. E' forse l'atleta che in un anno prende parte a più manifestazioni orientistiche in territorio nazionale. Oltre al lavoro si dedica alla crescita del movimento italiano, cimentandosi a volte addirittura nelle discipline alternative alla CO, e a quella dei ragazzi della Polisportiva G. Masi che a lui devono molto. La sua caratteristica è la costanza. Quest'anno ha dimostrato di essere in un buon stato di forma, impressionando positivamente agli EOC bulgari, e di aver raggiunto la maturità che gli consente di puntare dritto alla finale della gara long.

MICHELA GUIZZARDI (sprint, long, middle): laureata in ingegneria con impiego ormai più che certo in Svizzera, dove ritroverà dopo anni in cui la distanza non è stata un ostacolo, il suo ragazzo Marco Seppi, è un personaggio complesso. L'atleta emiliana, portacolori del CUS Bologna, è senza dubbio l'unica atleta di questa squadra azzurra femminile in grado di ambire ad un risultato veramente importante, nella prova sprint. Quest'anno ha già dimostrato il suo valore conquistando uno splendido bronzo (il suo secondo) ai Mondiali Universitari. La costanza non è il suo pezzo forte, ma le carte in regola ce le ha e le potrà giocare. L'azzurra si concentrerà sulle prove individuali lasciando spazio alle altre convocate nella prova a staffetta. Inutile nascondere che da lei ci si aspetta la qualificazione in tutte le prove in cui prenderà parte, umore mattutino permettendo…

MARIA NOVELLA SBARAGLIA (middle, relay): un pezzo di Sud in quest'Italia del Nord non guasta. Mary ha conosciuto l'orientamento a Subiaco (nei pressi di Roma) ed è una campionessa di simpatia; la sua teoria più bizzarra sta nel sostenere che a Roma non si coltivino banane… Scherzi a parte, l'atleta si è rivelata in costante crescita negli ultimi anni, sorprendendo tutti nella passata edizione dei WOC con prove assolutamente degne di nota. Tecnicamente forse le manca qualcosa rispetto ad altre atlete nei terreni scandinavi dove più volte non si è mostrata proprio a suo agio. Tuttavia, data la suo crescita esponenziale, si può quasi pronosticare, al di là della qualificazione alla finale come conferma, qualcosa di meglio. Staremo a vedere, consapevoli del fatto che, comunque vada, questa qualificazione se l'è ampiamente sudata e meritata.

CHRISTINE KIRCHLECHNER (sprint, middle, long, relay): detta anche la dottoressa o, per gli amici, la coltivatrice dei campi delle chiese, è conosciuta da tutti gli orientisti per il suo carattere (a volte un po' cruccolo). Un tempo pietra miliare della squadra femminile, non è data sapersi la sua condizione attuale. Certo, esperienza non ne manca all'atleta altoatesina, e fisicamente ha dimostrato in passato di gradire soprattutto le gare long. Il terreno scandinavo non è un problema per lei che tra le paludi ha sempre un buon feeling. Staremo a vedere cosa potrà fare, consapevoli che anche per lei una finale è ampiamente alla portata.

NICOLE SCALET (sprint, middle, relay): Nicole è la più giovane in questa nazionale composta per lo più da trentenni. L'atleta, cresciuta nel Primiero, è un talento dal punto di vista orientistico. Tecnicamente infatti non le manca nulla; il suo unico problema è il fisico. Per questo non può ancora competere con le orientiste ad alto livello, anche se i presupposti e la volontà per una crescita fisica nel lungo periodo ci sono. Questo mondiale costituirà per lei un altro tassello da aggiungere alla sua esperienza; ovviamente con questo non si vuol dire che vada in Norvegia per fare presenza, anzi, Nicole cercherà di accedere alle finali, compito ampiamente alla sua portata, e di trovare maggiore carica agonistica per la sua crescita.

Insomma, sperando che la presentazione sia abbastanza esauriente, skodeg-o augura un caloroso in bocca al lupo a tutti gli atleti italiani. Si ricorda inoltre che gli atleti potranno essere seguiti sul sito della manifestazione e sul blog della squadra femminile (nuovo di zecca), oltre che sui siti di Alessio e di Klaus.