PROGRAMMI PER IL FUTURO

Sopravvissuta alla Bevilonga anche quest’anno (anche se mi è rimasta l’impressione di non avere più il fisico per fare certe cose…) sono tornata in terra scandinava con un’idea in più. Molte idee in più per quello, ma una in particolare: la mezza maratona di Tromsø.

Guai a chi ride! 😛

Voi penserete che ora l’avere un pluri-maratoneta in famiglia mi faccia strani effetti o che non mi sia del tutto ripresa dallo scorso week-end, ma vi assicuro che non è così.

Ma partiamo dal principio… venerdì sera (e quindi ancora sobri), in macchina verso San Martino, Filippo ed io abbiamo constatato che effettivamente la mezza di Tromsø, a giugno 2012, potesse essere un buon obiettivo. Parlando poi con altre skodeghe e non, mi par di aver capito che non siamo gli unici interessati e quindi si potrebbe organizzare una bella trasferta in compagnia.

Voi penserete che giugno 2012 sia ancora lontano, ma non fatevi ingannare: ora siamo quasi a fine novembre, poi arriva dicembre con le vacanze/ferie/feste e siamo subito nel 2012!

Calcolando poi che una maratonina si deve anche preparare con un po’ di anticipo, e lo stesso vale per l’organizzazione della trasferta, vi invito caldamente a iniziare a pensare già da subito se l’idea potrebbe interessare anche voi! Qui sotto scrivo un po’ di informazioni che spero potranno attirare la vostra attenzione e invogliarvi…

TROMSØ ([ˈtrÊŠmsø], pronunciasi “trumsö”)

Per chi ancora non lo sapesse, questa cittadina&isola si trova in Norvegia, abbastanza a nord… che dico, moooolto a nord, sopra al circolo polare artico, a 650 km da Nordkapp (Capo Nord per gli amici). Non lasciatevi intimorire dalla banale equazione nord=freddo, perché noi c’andremo (vero??) in giugno, quindi in estate, quando la temperatura rimane abbastanza mite. In questo periodo inoltre il sole non scenderà mai sotto l’orizzonte e potremmo assistere al noto evento del sole di mezzanotte, per cui la trasferta potrebbe essere un’occasione per ammirare paesaggi, luci e colori diversi da quelli che siamo abituati a vedere. A 5 km dal centro di Tromsø c’è pure un aeroporto che la collega ad altre città, tra cui Oslo e Stoccolma. Nessun volo diretto per e dall’Italia.

TORO HALF MARATHON (21,0975 km)

La gara avrà luogo il 30 giugno con partenza alle ore 22:30. Don’t worratevi perché ci sarà sole e luce in abbondanza. Caldo non lo so, non ve lo posso assicurare.

Per chi volesse c’è la possibilità di iscriversi anche alla MIDNIGHT SUN MARATHON (42,195 km …ehggià…) che parte due ore prima, oppure alla ADIDAS RACE (10 km). L’iscrizione alle gare costa:

  • Maratona: 650 kr (83€)
  • Mezza: 450 kr (57,50€)
  • 10km: 375 kr (48€)

NotateBene che i prezzi aumenteranno dopo il 1°marzo per la maratona e dopo il 1°maggio per tutte le gare. Maggiori info su http://www.msm.no/index.php?id=4597083

PERIODO

Come scritto sopra, la gara avrà luogo il 30 giugno 2012. Sarebbe carino arrivare lì un po’ prima e/o tornare a casa un po’ dopo, così da poter (per chi fosse interessato) fare un po’ di turismo. Questo però dipende da tempo/voglia/budget/ferie/programmi di ognuno… Ho controllato se ci saranno eventi orientistici in quel periodo che potrebbero scoraggiarvi e indurvi a non partecipare… bene, in Italia non ci sarà niente (http://www.fiso.it/03_gare/Calendario2012.pdf), mentre all’estero ci sono i WMOC (i mondiali master), una settimana di gare in Finlandia, un tour in Baviera, la tre gg del Belgio e infine una gara in Lettonia.

…Volete mettere con una mezza maratona a Tromsø? 😉

Marina

MEZZA MARATONA DI PALMANOVA TRE DEBUTTI IN PIENO STILE SKODEG-O (CIOE’ IMPROVVISATI)

La corsa per me è quasi una malattia e come molte malattie è contaggiosa. Di questo mi ero già accorto in passato, quando ad esempio con un semplice invito la sera prima di una skyrace di 25 km Dalen ha avuto il coraggio di iscriversi e concludere la gara senza nessuna preparazione specifica…

 

Me ne sono accorto anche in qualche altra occasione ma forse mai era stato così evidente come lo scorso finesettimana… partiamo dall’inizio.

 

Venerdì 4 novembre parlando con Jonny, mio compagno di corso in Scienza dello Sport a Gemona del Friuli, ho detto di voler correre il 20 novembre la mezza maratona di Palmanova, senza grandi pretese ma solo per fare un allenamento tirato sulla distanza. A lui salta la pulce nell’orecchio, e anche nel cervello evidentemente, e butta lì una battuta del tipo “Oh, mezza? Cavolo (non era proprio questa l’espressione usata) potrei farla anche io…” e fino a qui niente di strano se non conoscete Jonny e soprattutto se non sapete che sport fa… Gioca a baseball nella squadra di Ronchi dei Legionari, appena promossa in Serie A, ed è abituato a fare scatti al massimo di 27 m. Aggiungerci 21,070 m potrebbe esser dura. Tuttavia sapendo che un minimo di allenamento aerobico lo ha lo supporto e gli do due consigli su come allenarsi per poter terminare la gara in condizioni decenti. Quindici giorni di preparazione per una mezza: 50’ di corsa un giorno si e un giorno no inserendo nella prima settimana un lungo di 1h30’ (18 km) con il sottoscritto che faceva il ritmo. Obiettivo concludere la gara in 1h45’ (5’/km). Quindici giorni sembrano pochi, in realtà c’è chi ha fatto di peggio…

Infatti l’epidemia si è presto diffusa e il 13 novembre, durante una non competitiva a Monfalcone con annessa sagra a Cervignano, Stefano (altro compagno di SdS) esprime la sua opinione “Se la fa Jonny, vuoi che non ce la faccia io???”; obiezione giusta, lui non è comunque atleta di endurance, viene dal calcio, ma ha fatto il debutto nel triathlon, e ha un bel motore sotto il culo che non sa come sfruttare. Il suo problema non sono i 21 km ma il fatto che negli ultimi due mesi non ha fatto praticamente niente. Anche lui decide che l’obiettivo sono i 5’/km e rifinisce la preparazione nell’ultima settimana con 2 allenamenti di circa 2 km (8 giri del campo di calcio tagliando gli angoli per star meno). La stessa domenica anche la Francesca Francy Franca Frency (altra compagna di corso e morosa di Jonny, per fortuna che c’è lei a calmarlo un po’…) lancia l’idea di fare la mezza (credevo fosse indipendente invece pur di farci fare brutta figura è disposta a lanciarsi sui 21 km). Lei viene dallo sci alpino, è maestra di sci e si fa qualche salutare corsetta di mezz’ora durante la settimana… mai superata l’ora di corsa!! Io, se ho convinto gli altri due storditi a farla (e se fanno qualche crisi gli serva solo di lezione), con uno spirito da benefattore cerco di dissuadrla a non iscriversi, ci provo per tutta la settimana perché so cosa vuol dire fare una gara alla quale non sei preparato e so quanto male si può stare. Ma tutto il mio lavoro di convincimento svanisce definitivamente venerdì, due giorni prima della gara, quando vede che lo scorso anno l’ultimo arrivato ci ha impiegato 3h30’. Ok, a questo punto non c’è più niente da fare se non inviare le iscrizioni e prepararsi psicologicamente.

 

Il sabato è un continuo di telefonate, tutti preoccupati (tranne la Francy ovviamente) di cosa mangiare, come vestirsi, quanto dormire, quanto bere la sera prima (acqua naturalmente) e finalmente arriva il giorno della gara.

 

Partenza ore 10.00, noi ci ritroviamo un po’ prima delle 9. La temperatura è sui 0-2° ma è l’ideale, c’è un sole che inizia a scaldare e sorgono i primi dubbi sul vestiario da parte dei tre debuttanti. Stefano è vestito come un barbone e gli presto una maglietta che lo renderà celebre in gara (si spaccerà per quello che è arrivato terzo al Trail degli Eroi), Jonny sembra più sicuro di se ma dopo si rende conto di aver dimenticato i guanti e si mette due paia di mutande sulle mani per scaldarsele. La Francesca invece non fa una piega e è la più carica di tutti. Al via si presentano pochi minuti prima del via e, mentre io lotto davanti cercando qualche buco dove infilarmi, loro avanzano tranquilli cercando il passo giusto. Le raccomandazioni date sono le solite (partite piano e poi eventualmente aumentate, fermatevi ai ristori, ecc.). I due ometti della combriccola fanno una bella gara regolare tra i 4’50’’ e i 5’00’’/km. Addirittura Stefano dopo un’ora di gara aumenta e finirà in poco più di 1h40’. Jonny termina pochi minuti dietro in piena tabella di marcia e dopo 50 m dalla linea del traguardo è già con la birra in mano. Ora si attende la Francy (tempo previsto sulle 2h30’… ammetto di aver avuto poca fiducia in lei). Dopo 1h50 la vedo sbucare sotto lo striscione dell’ultimo km… incredibile… o ha tagliato, o ha rubato una bici a qualcuno dell’organizzazione, oppure si è fermata in un fosso all’andata ed è saltata fuori al ritorno. La cosa incredibile è che finisce la gara in pieno sorriso, percorrendo gli ultimi due km a poco più di 4’/km… subito i sospetti di doping la travolgono ma nelle sue analisi viene trovato solo fricco (a pezzi) e pane carasao.

 

Io invece termino la gara in poco più di 1h20’, abbastanza male rispetto al PB di 1h14’ ma sono tutto sommato soddisfatto per aver fatto la gara in condizioni di stanchezza.

 

Dopo circa un’ora Stefano e Jonny programmano già il debutto in maratona, la Francesca pensa di saltare la distanza dei 42 km e debuttare direttamente sulla 100 km (magari li arriva un po’ sfigurata).

 

La conclusione è scontata: birra e fricco al Cavallino a Strassoldo e un altro obiettivo da battere: migliorare i tempi fatti oggi nei prossimi mesi!!

 

Jonny vince il premio per aver corso metà gara col culo fuori, Stefano per aver corso con uno scaldacollo della prima guerra mondiale e Francesca per esser arrivata più in ordine di quando era partita.

Alla fine i tre debuttanti concludono in : Stefano 1h41'21'', Jonny in 1h43' 51'' e Francy in 1h52'56''… GRANDI!!

Per Dalen si prospettano altri tre temibili avversari che dopo questa “improvvisata” sono degni di far parte della tribù di Skodeg-o.

LA CAMPAGNA DI RUSSIA FU MENO TRAGICA… STORIA DI UNA MEZZA CHE NON FINISCE MAI

PUBBLICHIAMO QUI DI SEGUITO LA MAIL RICEVUTA DALL’ONOREVOLE DANIELE ORLER IN SEGUITO ALLA MEZZA MARATONA DI FRANGARTO… FINITA CON LA DEFINITIVA DISFATTA DELL'”ATLETA”. VOLUTAMENTE NON SONO STATE FATTE CORREZIONI PER NON INTACCARE L’EFFETTO ROMANTICO DELLA VICENDA.. BUONA LETTURA!!

Premessa:

  • serata importante all Isola venerdì 28/10, dopo una sana bevuta Manuel confida a Dalen che il 13/11 correrà la mezza, Dalen decidi quindi di partecipare

Obiettivi:

  • Manuel punta al personale (1.16), Dalen non vuole superare la barriera dell ora e mezza.

Sviluppo:

  • Trasporto organizzato da Loris Bettega con pulmino imperial da 17 posti.
  • Fan al seguito tra cui il manager Toni
  • Arrivo in zona gara, arena costituita da azienda agricola, spogliatoi improvvisati nelle serre tra gelsomini flora varia
  • Percorso che si sviluppa su 2 giri il primo da 8km il secondo da 13km. Si corre tra i filari dei vigneti e a fianco dalla A22, ristoro all’autogrill, dalen beve 10€ di senza piombo prima del via.
  • Partenza decisa per Manuel che passa ai 10km con una proiezione di 1h15′, memore della disfatta di Venezia scala una marcia e porta a casa un un onorevole 1h17′ e moneda.
  • Dalen parte piano conscio delle ssuo precario stato fisico, percorre circa 8km con Marco Sperandio al quale non funziona il garmin e ha bisogno di un riferimento vanno a 4.15/km. Marco al transito si rende conto che il riferimento fa acqua da tutte le parti e giustamente decide di abbandonarlo.
  • Dalen dopo 9km pensa al ritiro, 12km sono ancora lunghi e la velocità è in esorabile e costante diminuzione, la giornata si prospetta lunga.
  • Verso il decimo km viene affiancato da una signora che risulterà poi essere una over60, mosso dall orgolio Dalen cerca di rimanere a ruota ma dopo poco meno di un km deve cedere, le gambe non girano!
  • Al 13° km si passa su una strada provinciale chiusa per l’occasione, i vigili fanno segni eloquenti a Dalen di darsi una mossa che per le 12.30 la strada deve riaprire.
  • Si trorna tra i vigneti, Dalen comincia ad accusare la fame e all’improvviso i filari d’uva diventano alberi di mele, il desiderio di rubare una mela è forte, quando alla fine si convince incontra vede un contadino intento a raccogliere le proprie mele….dovrà aspettare l’arrivo per mangiare qualcosa.
  • Al 18km in lontananza si vede un cavalcavia, Dalen sa che la salità è il suo incubo peggiorne e spera che ci sia un tunnel o un sentiero che aggiri l’ostacolo, ma quando mai si è vista una cosa del genere??? e quindi su! In cima il personale della croce rossa apre già le porte dell’ambulanza per accogliere il malcapitato ma Dalen stoicamente saluta e dice ‘No Danke!’. Dopo 79 metri di dura salita finalmente comincia la discesa!
  • In preda alle peggiorni allucinazioni Dalen cerca di stare concentrato e segue il modello allenatore russo, comincia ad insultarsi mentalmente per arrivare alla fine.
  • Arriva il cartello dei 19km e l’allenatore russo nella testa di Dalen non ha più voce, si ricorre quindi ad uno stadio immaginario, la gente fa la ola e incita lo scandaloso podista (tutto questo resta confinato nella mente di Dalen).
  • La velocità continua a scendere, si rasentano i 5’40” al km, se fosse lucido Dalen avrebbe avuto tutto il tempo di contare ogni chicco d’uva presente sui filari a questa velocità.
  • Arriva il cartello dei 20km, la fine del calvario sembra vicina e Dalen pensa ‘devo stare attento la crisi potrebbe arrivare anche ora che son quasi arrivato’ ma la crisi è già arrivata da più di un’ora!
  • 21km! Comincia il tappeto rosso e la gente sui borsi è tanta, Dalen aumenta per onorare la gara, percorrerà gli ultimi 97metri ad una media di 4’40″/km!
  • Il cronometro dice 1.40.03 fallito anche l’obiettivo di rimanere sotto l’ora e quaranta

Conclusioni:

  • dignità definitivamente perduta

IL RACCONTO DELLA TURIN MARATHON

La seconda esperienza non è stata come Venezia; è risaputo che spesso la replica vien meno bene della prima e talvolta anche della prova generale. Così ho concluso la Maratona di Torino, alla quale avevo dedicato tre mesi di preparazione piuttosto mirata, con un sapore di amaro in bocca.

Certo, un anno fa, quando mi sedetti ad un tavolo con il mio allenatore, avrei firmato per replicare anche quanto avevo appena fatto a Venezia. Ma allora l'idea di correre una maratona autunnale era così lontana e per di più ostacolata da un semestre di Erasmus in terra olandese che rendeva la cosa alquanto smaterializzata nella mia mente.

Al mio rientro, nel mese di luglio, ero però sufficientemente motivato per seguire fino in fondo i miei obiettivi (o meglio, l'unico obiettivo stagionale) e, in un crescendo di consapevolezza su uno stato di forma che andava in continuo crescendo, la maratona si è materializzata nella mia mente prendendo una forma piuttosto consistente.

L'amaro in bocca c'è perchè il risultato non rispetta esattamente quel che potevo fare. Sembrerà una frase tipica da agonista mai sazio, ma non è esattamente così. Ad ostacolarmi in gara questa volta non è stato il clima (non comunque molto favorevole), non le gambe, ma la mia pancia che, dopo 28 km tranquilli, ha deciso di giocarmi un brutto scherzo e lasciarmi in uno stato di agonia assoluta fino alla fine della gara. Francamente non lo so come io abbia fatto a trascinarmi all'arrivo perchè, in effetti, sono sempre una quindicina di km scarsi (un'oretta di fondo, per intenderci). Sicuramente ho messo da parte un pizzico di dignità e stretto i denti, ma ho soprattutto pensato che la mia carta da giocare era quella e solo quella. Non puoi vincere una sfida se pretendi di avere il privilegio della rivincita. Posso però dire che, in condizioni normali, in qualunque della altre gare che ho corso nella mia vita, mi sarei senza dubbio fermato. Ma comincio dal principio.

Tutto perfetto (con la giusta tolleranza che può godere in questi casi il termine "perfezione"): nessun infortunio durante la preparazione, una condizione mentale di assoluta tranquillità e una condizione fisica che nelle ultime settimane poteva essere definita perfetta per affrontare la 42km. Ero particolarmente rilassato la mattina della gara, anche se quest'anno c'erano sicuramente più aspettative nei miei confronti. Penso che la tranquillità sia solo al logica conseguenza del lavoro fatto. L'idea era quella di correre puntando sulla costanza e costruire una gara da 2.17-2.18, fregandosene ovviamente dei primi (e secondi, e terzi, ecc…) che sarebbero partiti come sempre a ritmi per me spropositati.

Ero concentrato e, preso posto nel bus, vedo un vecchietto che si avvicina; "Tu devi essere… Simion". "Sì", gli ho risposto, "Piacere, io sono Gigliotti". Non avevo mai conosciuto di persona "il professore" e quella mattina è stata una piacevole sorpresa che si sia seduto vicino a me. Abbiamo parlato per tutto il viaggio, ma pochissimo di sport. Abbiamo piuttosto discusso di politica; d'altra parte come si fa a non parlare di politica poche ore dopo le dimissioni di Berlusconi?! L'impressione che mi ha lasciato è quella di una persona affabile e, soprattutto, sincera (cosa rara da trovare negli ambienti sportivi da un certo livello in avanti).

Arrivati in Piazza Castello siamo stati portati in una tenda, al freddo e senza riscaldamento. Se devo essere sincero l'organizzazione non è stata impeccabile con i top runners; penso che portare 2 ore prima della partenza 30 atleti in tende fredde (c'erano 5 gradi e un 80% di umidità…) sia indice di poca cura dei dettagli e io sono convinto che certi dettagli contino molto. Il tempo comunque è volato anche perchè un gruppetto di keniani, per scaldarsi e per ricordarci che si può essere felici anche se non si vive in Europa o in America, hanno acceso della musica tribale e si sono messi a ballare e cantare come dei bambinetti.

Ho fatto una decina di minuti scarsi di riscaldamento senza togliermi neanche un vestito, ero freddissimo. Poi la partenza.

Devo dire che il tracciato non mi ha entusiasmato, forse anche per colpa della nebbia che abbiamo trovato dopo una decina di minuti. Ad ogni modo non amo i viali lunghi, sembrano non finire mai! Se ho provato sensazioni positive durante la prima metà della gara non lo so, correvo in uno stato abbastanza indifferente. Controllato il ritmo per i primi 3 km, non ho praticamente più guardato l'orologio. Alla mezza sono passato leggermente in ritardo sulla tabella di marcia (1.09 e qualcosa). A quel punto mi sentivo abbastanza bene per una seconda mezza in progressione. Sapevo che c'era una salita lunga prima del 28-esimo km, compensata poi da un'appetitosa discesa praticamente fino alla linea d'arrivo. All'inizio della salita ho allungato e staccato il mio compagno di crociera, che mi aveva tenuto compagnia fino a quel punto, in poche decine di metri. Ero rimasto da solo. Curva sulla destra e via, Corso Francia: 10km dritti come un il tunnel della Gelmini. I Savoia devono essersi proprio sbizzarriti nel definire i piani urbanistici; sicuramente posso dire che non amavano l'arte moderna e che, a differenza di quanto afferma la pubblicità in questi giorni, per la loro città hanno cercato la perfezione nelle rette e nella linearità più assoluta, non nelle curve.

Era giunto il momento perfetto per fissare il viale il più lontano possibile, mettere la mente in stand-by, rilassarsi e andare. E invece il passo comincia ad accorciarsi e il busto a chinarsi, esattamente come alla 24 ore di San Martino che avevo corso ad ottobre. Il respiro regolare è presto sostituito da un affanno e un dolore alla pancia mi dà la prima delle mazzate. Già, la prima, perchè saranno un bel po' da lì all'arrivo. Tutto semnbra accartocciarsi su sè stesso cercando di arrivare al volume di una biglia. Uno a uno, i pensieri positivi se ne vanno, lasciando spazio al vuoto.

Il resto non penso di doverlo raccontare; suppongo che ogni corridore abbia avuto questo tipo di sensazioni, perlomeno in allenamento. Neanche il cartello dell'ultimo km è riuscito a darmi un po' di tranquillità. Solo alla visione, a 200m dalla fine, dello striscione d'arrivo ho realizzato di essere arrivato. Inutile dire che, una volta passata la linea d'arrivo, ho continuato a correre. Direzione: cesso!

C'ho messo un po' a riprendermi.

Vabbè… La seconda è comunque archiviata e posso assicurare che me la ricorderò a lungo. Non è stata una cavalcata trionfale come quella nella Laguna Veneta e neanche una delusione; è stata solo un'altra gara.

2.19.33. Francamente in questo momento è quindi difficile per me vedere il bicchiere mezzo pieno!

Alla fine sono comunque contento, e un po' ovviamente ci rido sopra a quel che è successo. Fa parte del gioco. In più, giusto per non smentirmi, devo aggiungere un altro tassello di ironia alla mia esperienza sportiva: arrivato, mi sono accorto di aver corso 42 km con una sola soletta. Spero che le gambe me lo perdonino.

E ora? Ora sarei in forma perfetta per la Bevilonga! Peccato che quest'anno debba organizzarla… 😉

VERSO LA BEVILONGA 2011

Mancano ormai meno di due settimane all'edizione 2011 della più importante gara di orienteering nel panorama nazionale ed internazionale d'autunno. Quest'anno tocca al team di Skodeg-o l'onore e l'onere di organizzare quest'evento clou.

Nonostante qualche defezione illustre per motivi di studio (ci riferiamo in particolare alla nostra bellissima biondona di Mezzano, rimpiazzata tempestivamente da un ripescaggio dall'immenso bacino del nostro amatissimo Presidente), ci stiamo attrezzando al meglio per non far mancare nulla ai numerosi iscritti che sabato 19 si ritroveranno in Val di Primiero. Si preannuncia un'edizione molto partecipata che, dalle premesse, potrà arrivare ad un numero di concorrenti molto vicino, se non addirittura maggiore, della storica edizione di quattro anni fa a Malga Lozen; per gli appassionati di numeri, il tutto si può spiegare con il fatto che gran parte di questi atleti, ogni quadrienno, si prepara per le Olimpiadi e viene quindi a testare la condizione preolimpica proprio alla Bevilonga.

Dopo l'elaborazione del Bollettino No.1, al momento non è ancora possibile comunicare se qualcosa sia cambiato rispetto a quanto detto, ma vi assicuriamo di cuore che stiamo lavorando per voi. Dopo il primo meeting del direttivo, finito come di consueto al Bar, siamo pronti infatti ad un secondo meeting, probabilmente il giorno prima dell'evento, per fare il punto della situazione organizzativa e un sopralluogo sulla carta di gara per verificare che nulla sia cambiato dal 1985, data di realizzazione dei rilievi, ad oggi.

Pubblichiamo in seguito in rigoroso ordine alfabetico la lista ufficiosa dei runners finora accettato l'invito prestigioso dell'organizzazione, a cui indicativamente mancano alcuni solandri guidati come sempre dai Bezzi e gli impavidi toscani, capitanati dal generalissimo Whites.

 

COGNOME NOME
Angeloni Oscar
Banal Fabrizio
Bettega Davide
Bettega Luca
Bezzi Giuseppe
Bezzi Marco
Bianchi Massimo
Biasutti Lucrezia
Bigarella Mariano
Canella Gabriele
Caraglio Michele
Caserotti Camilla
Cipriani Milena
Civera Tommaso
Corona Emiliano
Corona Martina
Cracco Luca
Crepaz Hermann
Cristellon Stefano
Cunico Giulia
D'Andrea Mariano
Dal Bello Alice
Dallariva Fabio
Daprà Federico
De Agnoi Cristiano
Di Furia Sara
Dorigati Paolo
Franco Michele
Furlani Andrea
Giovanelli Davide
Grassi Simone
Incerti Laura
Malacarne Jonni
Marsilletti Tommaso
Marsoner Fabio
Memo Federica
Meneghel Daniele
Mogentale Laura
Mutterle Paolo
Nava Alessandro
Noaro Paolo
Ongaro Filippo
Orler Andrea
Pagliari Daniele
Paris Nausica
Pfeifer Christian
Pin Roland
Pison Valentina
Pradel Nicola
Rass Jonas
Rumor Alvise
Saggin Irene
Sandri Eddy
Sacchet Daniele
Scalet Tommaso
Scalet Titta
Sergenti Chiara
Shutkovskaya Julia
Simion Marina
Simionato Alberto
Simoni Bepi
Sonna Giovanni
Turra Piero
Valentinelli Mattia
Vivian Lorenzo
Zagonel Giacomo
Zagonel Viola
Zanetel Claudia
Zanon Claudio
Zordan Andrea

 

 

Ringraziamo in anticipo Caffè Col per la disponibilità concessa per ospitare l'evento, l'U.S. Primiero e il G.S. Pavione (entrambe a.s.d.) per il materiale messo a disposizione e, ovviamente, Skodeg-o.