LA MIA PARIS MARATHON

Questo è un breve racconto di come è andata (e come avrei voluto andasse) la maratona di Parigi, corsa lo scorso 15 aprile.

PREPARAZIONE

30° KM

Ho iniziato la preparazione il 1 novembre (giusto per dare un via ufficiale, in realtà mi son sempre allenato con regolarità nell’ultimo anno); ho utilizzato il mese di novembre e parte di dicembre per riadattare il mio fisico a correre in piano, visto che venivo da una stagione di skyrace terminata più tardi del solito (a metà ottobre). Durante questo primo mese e mezzo gli allenamenti principali erano uscite lente di circa 60-75’ con delle sedute di qualità una o due volte a settimana (di solito in pista). Il lavoro di qualità era prevalentemente indirizzato al miglioramento della potenza aerobica con il classico intermittente (in genere facevo 200 m in 38’’ e 100 m in 38’’ per 20-25 volte). Qualche seduta l’ho dedicata a allenamenti intervallati (tipo 6-8 x 1000 m con recupero attivo di 1’30’’-2’).

A gennaio ho fatto la prima uscita di 2 ore (circa 28 km) con una progressione finale. Mi son praticamente allenato tutti i giorni da inizio novembre a inizio gennaio (ogni tanto facevo un’oretta di rulli e un po’ di potenziamento a carico naturale invece dell’uscita di corsa). Da metà gennaio (avevo già percorso circa 1000 km) ho dovuto calare sensibilmente il volume e anche l’intensità a causa di un drastico calo di valori di ferro, ferritina, emoglobina e ematocrito. Chi ha provato l’anemia sa cosa vuol dire faticare a far le scale di casa… per 15 gg ho praticamente riposato e ho iniziato una cura a base di ferro via orale e seguendo la dieta Arcelli – Tredici – Jacoponi (in pratica si tratta di mangiar carne a tre ore dai pasti senza nient’altro per migliorare l’assimilazione del ferro).

Da subito ho iniziato a sentirmi meglio. A metà febbraio ho corso la mezza di Verona che però è andata male, a causa, oltre che della stanchezza dovuta all’anemia, anche a problemi di stomaco dovuti alla giornata umida; l’ho chiusa in circa 1h21’. Dalla settimana successiva c’è stata una svolta, ho cominciato a sentirmi meglio ogni giorno e ho iniziato ad andare di nuovo su ritmi per me buoni. A inizio marzo ho partecipato alla mezza di Gorizia che ho chiuso in 1h16’, con delle ottime sensazioni fino alla fine. Durante queste settimane tenevo sempre un allenamento di qualità (in genere intervallati sui 1000-2000 m) in pista e ho iniziato con i medi.

Un medio a settimana di 10 o 15 km. A fine marzo, tre settimane prima della maratona ho partecipato alla Belluno – Feltre, ultimo lungo (il terzo) di 30 km che ho cercato di allungare facendo circa 20’ di riscaldamento. L’ho chiusa in 1h50’ e anche qui con delle sensazioni ottime. Le ultime tre settimane ho evitato di fare lavori più corti di 2000 m, facevo lavori su strada di 3000 o 5000 m corsi a ritmo maratona (3’40’’-3’50’’) e non facevo più di una o due uscite lente; il ritmo del lento lo ho aumentato (in genere sui 4’10’’- 4’20’’) e cercavo di finire tutti gli allenamenti con ritmo brillante (uscite lentissime credo che ti ingolfino).

Nell’ultimo mese facevo circa 70-90 km a settimana con 4-5 uscite di circa 12-15 km e una di 18-22 km. La domenica prima della gara ho fatto 15 km di medio (3’50’’) e il mercoledì successivo l’ultimo lavoro con 3 x 2000 fatti a circa 3’35’’. I giorni prima della gara ho corso 30’ sempre con una leggera progressione finale. Purtroppo però lo sbalzo termico che abbiamo trovato a Parigi non mi ha aiutato e già dal venerdì mi sentivo le gambe appesantite e un leggero malessere.

LA GARA

 

Il sabato è stato un giorno di totale relax, mi sentivo tranquillo psicologicamente anche se avevo un po’ di timore per il mal di stomaco che mi aveva preso due giorni prima. Cercavo di non pensarci… la domenica la partenza era prevista per le 8.45, il tempo non era ottimale, molto umido, senza sole, e con temperatura di 5-8°. Ma la cosa peggiore erano le folate di vento gelido che ogni tanto ti colpivano.

PRONTI, VIA: partiti, io parto nel primo gruppo (obiettivo minimo 2h 44’30, obiettivo reale 2h40’, obiettivo massimo 2h38’), sapevo che il percorso non era veloce, con continui saliscendi (salite al 1-2% ma che non ti permettono di fare un ritmo costante); non ero in giornata ma sapevo che per le 2h40’ avrei potuto farcela lo stesso dato che ero consapevole di avere margine. I primi km ho cercato di guardare il cronometro per non partire forte; riuscivo a tenere 3’45’’/km senza far fatica ma sentivo che le gambe non giravano come dovevano. Già dopo il primo ristoro, al km 5, ho avuto un leggero mal di stomaco (ho bevuto cercando di tenere l’acqua in bocca in modo da riscaldarla, ma non ha funzionato); i primi brutti pensieri mi son passati per la testa, ma poi, immerso nella gara non ci ho pensato; non guardavo neanche più il cronometro, e andando a sensazione ho trovato il ritmo giusto che mi ha portato fino al km 30 senza problemi in 1h53’03’’, ottima proiezione! Dopo la partenza ho cercato anche di godermi la città: Place de la Concorde, Place de la Bastille, Chateau de Vincennes, Notre Dame, Tour Eiffel… tutto questo mi ha aiutato a non pensar troppo a quella condizioni che fino a 5 giorni prima era perfetta e invece in quel momento sembrava diminuita. Dal trentesimo ho avuto parecchi problemi di stomaco, ho pensato anche di fermarmi ma son riuscito a tener duro e, complice anche una bella salita al 37, ho perso parecchi secondi sulla tabella di marcia…

al 38 ho cominciato a sentirmi decisamente meglio, nonostante fossero 13 km che non bevevo niente e non avessi preso nessun integratore; ho fatto due conti (in quelle condizioni) e ho capito che per stare sotto le 2h40’ dovevo fare un finale a tutta; non mi sono però fidato aumentare subito e ho atteso (troppo!) fino al 39° km; qui ho lasciato la compagnia di una cinese e di un altro ragazzo che mi aveva accompagnato negli ultimi 20 km e sono andato via con una facilità che mi ha impressionato…

ho finito praticamente a 3’40’’/km col rammarico di averci impiegato 8’’ in più di quello che avrei voluto fare ma soddisfatto per averla conclusa senza cali di ritmo eccessivi. Purtroppo (o per fortuna) non si può controllare il meteo, e io ho sempre patito l’umidità e il vento sulla pancia. So di aver portato a casa un risultato che è migliorabile, e questo mi fa venir voglia di prepararne subito un’altra… alla fine 2h40’08’’ (3’47’’/km) fatto su un percorso non scorrevole e con condizioni non ottimali… non mi posso lamentare… infatti il pomeriggio è stato dedicato a un notevole reintegro di aminoacidi sottoforma di birra belga!

THE DAY AFTER

 

Altro che mal di gambe… il lunedì stavo davvero bene, non avevo nessun dolorino, solo un po’ di fastidio ai polpacci, ma niente in confronto a ciò che mi aspettavo… ma mi son tenuto, ho lasciato le scarpette al loro posto… il martedì però non ho resistito a fare un’uscita per sentire le sensazioni! Forse ero davvero in forma stavolta… ho perso un’occasione.

CONCLUSIONI

 

mese km
NOVEMBRE 325
DICEMBRE 390
GENNAIO 345
FEBBRAIO 257
MARZO 370
APRILE (fino al 15) 190
TOTALE 1877

In 5 mesi di allenamento ho fatto circa 1900 km (in realtà non ho mai superato i 115/settimana), ho avuto problemi di anemia, e dei problemi ad un polpaccio e agli ischio crurali da inizio a metà marzo che mi hanno fatto temere di dover limitare gli allenamenti. In realtà sono riuscito a tener tutto sotto controllo e son arrivato bene all’appuntamento. L’errore più grande è stato non aver fatto le analisi del sangue prima; dato che la sostituzione di globuli rossi avviene in circa 4 mesi, avrei dovuto aver i valori apposto già a Natale, invece ho aspettato fine gennaio, quando ormai ero già a terra.

Allenamenti Paris Marathon

PROSSIMI APPUNTAMENTI: PARIGI, MERANO, DANIMARCA… CARMENI

In un aprile con gare nazionali di orientamento prevalentemente fuori regione (Genova e Lecce) la concentrazione dei nostri top runners/drinkers si deve per forza concentrare sulle gare di podismo. E’ risaputo ormai che siamo un gruppo di tapascioni, a parte qualche fenomeno che snobba gli altri con frasi del tipo “Ah ah si, ma quelle sono scarpe per VOI amatori” (cit. Gian), e come tali dobbiamo programmare le gare da fare. C’è chi, come Nicola Hawk Giovanelli ormai fa le gare con la scusa delle ferie. Prossimo appuntamento Maratona di Parigi, domenica 15 aprile; obiettivo dichiarato 2h40 con arrivo in cima alla Tor Eiffel. Dalen ormai si dedica solo alle gare dove dopo si possa mangiar crauti e wurstel e bere birra a volontà, ormai per circumnavigare la sua panza servono almeno 15 giorni di intenso impegno fisico, nonostante questo sostiene di voler partecipare alla mezza maratona di merano (non ha specificato di che anno). Manuel tenta il rientro, nonostante qualche problemino fisico; forse è diventato quello più serio del gruppo. Giancarlo se n’è andato in Danimarca con la scusa di far l’accompagnatore dei ragazzi del Comitato Trentino, in realtà è andato su solo per cercare un po’ di gnocca.

Purtroppo abbiamo ancora qualche problema con il sito e foto e link non si riescono a caricare, ci scusiamo con i lettori ma capiranno che il nostro webmaster non riesce a lavorare molto al sito per impegni lavorativi e culinari.

Ovviamente tutti gli sforzi dei nostri sono finalizzati ad arrivare in ottima forma all’appuntamento clou, ovvero la sagra dei carmeni e carmenin; proprio li sembra che verrà schierata la squadra nelle migliori condizioni!!

GIAN CAMPIONE ITALIANO CROSSROAD MEDIUM (ah ah ah), ALLA PRIMA COPPA ITALIA DOMINA MICHELE IN MA

Domenica di gare per gli atleti skodeg-o. Gian ha vinto a mani in tasca il Crossroad di Miane, laureandosi campione italiano crossroad medium (il prossimo titolo italiano sarà messo in palio nella specialità attraversata dei torrenti sui sassi e poi, campionato italiano di rimbalzo del sasso sulla superficie di un laghetto non ghiacciato). Inoltre Gian cercherà di vincere il titolo anche nella categoria crossroad per zingari e lettori del futuro

Le classifiche su http://www.tds-live.com/ns/index.jsp?login=&password=&is_domenica=0&nextRaceId=&dpbib=&dpcat=&dpsex=&id=4802&pageType=1&servizio=000&locale=1040

Alla prima coppa Italia di orientamento, in terra Friulana, la vera gara era in MA, con al via Michele Gran visir di tutte le skodeghe, Hawk e Dalen; l'ha spuntata il Gran Visir naturalmente, ma ha sudato freddo quando a metà gara si è dovuto far tirare da Dalen su un tratto particolarmente scorrevole… al secondo posto Nicola Hawk Giovanelli che fino a metà gara era in testa; un errore di 4' lo ha relegato in seconda posizione. Dalen ha fatto gara tattica, rilevado nuove zone di gara in previsione delle Olimpiadi di Monte Prat 2032, chiudendo a soli 20' dalla testa della gara.

In ME Manuel si è ben difeso, finendo con un onesto 5° posto, dopo aver chiesto delcidazioni a Renzone al primo punto ed essersi francobollato ad Emiliano Corona. Anche qui Manuel ha dimostrato di essere poco in simbiosi con la cartina… tutti si chiedono ancora perchè si ostini a far gare di orientamento.

Prossima grande sfida i campionati italiani, che, grazie a qualche "grande mente" non avranno la formula mass start (perchè penalizzerebbe gli atleti più forti (??!!?!?!?!)) ma individuale. La formula mass start sarebbe stata senza dubbio più stimolante e più spettacolare per uno sport che, forse, sta perdendo molto da questo punto di vista (e forse in IOF se ne son resi conto). Gara individuale che premia sicuramente il più forte, ma resta una gara probabilmente con poca suspance…vedremo!!