HIGHLANDS OPEN 2008

Si sono concluse ieri le Highlands Open 2008 con una netta vittoria della Svizzera (19 punti “virtuali” di vantaggio sulla seconda nazione) che, pur non ancora in classifica per la Coppa dei Paesi Latini, ha riempito dei propri colori i podi in quasi tutte le categorie Juniores e Elite. Tre giorni di gare sull’altopiano di Asiago caratterizzati da un bel tempo, da una splendida cornice (come di consuetudine) sia paesaggistica che orientistica e, soprattutto, da una macchina organizzativa messa in piedi dall’Erebus Orientamento Vicenza veramente invidiabile che ha saputo organizzare ogni dettaglio della tre giorni internazionale al meglio.

La nazionale italiana per il secondo anno consecutivo, dopo la vittoria in Romania dell’anno scorso, si aggiudica il trofeo di questo primo meeting “autunnale” internazionale, forse approfittando anche dell’assenza della grande favorita Francia. Nonostante il risultato non sono apparse del tutto positive le prestazioni di alcuni convocati; sebbene infatti la gara middle sia stata caratterizzata per quasi tutti gli atleti azzurri da un’ottima prestazione, la sprint ad Asiago e la Long sono state corse non proprio con le potenzialità che il gruppo aveva. Assai deludente la prestazione dell’atleta di casa Giancarlo Simion che non è mai riuscito a portare a termine una gara decente.

Per notizie più dettagliate si rimanda al sito F.I.S.O dove il nostro speaker ufficiale Stegal ha scritto dettagliatamente e raccontato con il suo solito e apprezzato tocco di originalità le gare della tre giorni. Infine un complimento va fatto a tutto lo staff organizzativo all’altezza sia delle gare che degli atleti accorsi da metà europa centrale per correrle e soprattutto ai tracciatori che hanno saputo regalare veramente dei tracciati divertenti e allo stesso tempo impegnativi orientisticamente e fisicamente.

12 thoughts on “HIGHLANDS OPEN 2008”

  1. Mai parlare al microfono dopo due birre medie fresche e a digiuno… 🙂
    Ti rifarai a metàƒÃ‚  settembre, Gian!

  2. Stegal, con il coach israeliano hai fatto un figurone sabato sera…. per un momento ha pensato che stesse parlando con un altro notissimo speaker italiano…-)))
    Mi diverte leggere Gian che scrive male di Simion!

  3. E’ stato un gesto istintivo!
    Alle 7.40 del mattino mai avrei pensato che sarei arrivato al traguardo in tempo… o che sarei arrivato al traguardo col percorso completo (o che sarei arrivato, e basta!). Ci sono cose che non hanno prezzo, nemmeno con la MasterCard!

    Poi ho visto l’occhata inorridita degli addetti all’arrivo: cartina gettata al vento in mezzo agli orientisti… AAAARGGHHH! E sono tornato indietro di corsa…

    Ps: mi sa che il coach israeliano mi haa confuso con qualcun altro

  4. Lo hai talmente rimbambito che pensava io fossi Tavernaro…. quello mi aspetta nel deserto a febbraio!

  5. riguardo a Oded, il coach israeliano, c’àƒÃ‚¨ da dire che da una parte non aveva le idee molto chiare riguardo gli elite di casa; il secondo giorno mi avvicina e mi chiede se Teno àƒÃ‚¨ proprio Suppi… e cmq aveva il suo bel da fare per tenere i suoi scatenati furetti alla larga dalle belle donzelle italiane ed austriache… si sa come vanno le cose dopo due settimane di training camp… ;-D

  6. come non detto… ovviamente mi riferivo alle svizzere… non le austriache…

  7. Se àƒÃ‚¨ per questo, ne abbiamo anche noi un paio di nazionali da tenere lontani dal gentl sesso….

  8. cioàƒÃ‚¨, senza offesa, ma le mani nel suo caso stanno giàƒÃ‚¹ da sole…

  9. ne ha 17, Ste… cmq vorrei proprio sapere quante 17enni orientiste italiane corrono i 3.000 sotto i 10.30 e i 5 sotto i 19’…

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